DIECI ANNI DAL SISMA

Meloni ad Amatrice incontra i familiari delle vittime: «Non molliamo»

La premier rivendica il cambio di passo nella ricostruzione, mentre il cardinale Zuppi denuncia ritardi ancora insopportabili per chi ha perso tutto.

Meloni ad Amatrice incontra i familiari delle vittime: «Non molliamo»

Nel giorno del decimo anniversario del terremoto che devastò il Centro Italia, Sergio Mattarella ha invitato a ripristinare «nel più breve tempo possibile» la normalità. Da Amatrice, Giorgia Meloni ha rivendicato invece un «deciso cambio di passo» nella ricostruzione, dopo «troppi rinvii e false partenze».

Durante la celebrazione, il cardinale Matteo Zuppi ha dato voce al dolore delle comunità colpite, definendo «insopportabili» i ritardi per chi ha perso tutto. Dopo «dieci anni duri», ha sottolineato, non servono polemiche ma l’impegno congiunto dello Stato, delle istituzioni, della Chiesa e di ogni cittadino.

L’Italia ha ricordato le vittime del sisma del 24 agosto 2016, una ferita ancora aperta per molti abitanti. Le scosse, proseguite fino ai primi mesi del 2017, causarono 299 morti, 365 feriti e oltre 40.000 sfollati. Mattarella ha definito quella tragedia una «pagina drammatica della storia della Repubblica» e un richiamo permanente a rafforzare prevenzione e interventi in caso di terremoto.

Ad Arquata del Tronto e ad Accumoli le comunità hanno vegliato nel ricordo di chi morì sotto le macerie, alle 3.36 di quella notte. Ad Amatrice, invece, alcuni cittadini hanno protestato contro lo spostamento al pomeriggio della tradizionale messa mattutina, organizzando una sorta di celebrazione alternativa in un paese segnato dal lutto cittadino.

Il centro si è animato nel pomeriggio con l’arrivo della premier, atterrata in elicottero dopo un sorvolo della zona rossa. La prima tappa è stata il parco Don Minozzi, dove ad attenderla c’erano alcune centinaia di persone. Tra applausi e parole di incoraggiamento, Meloni ha deposto una corona d’alloro al Monumento alle vittime.

Sotto un gazebo, alcuni abitanti indossavano magliette con le fotografie dei familiari scomparsi dieci anni fa. Poco dopo hanno partecipato all’incontro con la presidente del Consiglio, riuniti in cerchio all’interno di una palestra. «Ci rivedremo», ha promesso Meloni, spiegando che l’emozione è stata grande, ma ancora più forte è l’impegno a «continuare a dare risposte» e a vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale.

Al termine della messa, celebrata davanti a circa un migliaio di fedeli, Zuppi ha indicato nei familiari delle vittime «le vere autorità». Alla cerimonia erano presenti i governatori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, oltre ai sindaci. Francesco Rocca ha riconosciuto la necessità di accelerare anche la ricostruzione dell’ospedale.

Meloni, accanto al deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini e con i ministri Nello Musumeci, Gianmarco Mazzi e Andrea Abodi alle spalle, ha applaudito l’omelia del cardinale. Zuppi ha ricordato il recupero di una bambina dalle macerie, accostato le guerre ai terremoti e ribadito che non c’è umanità «nel girarsi dall’altra parte». Le offerte raccolte durante la messa saranno destinate ai giovani del Venezuela, colpito da un terremoto poche settimane fa.

Al termine della celebrazione, molte persone in fila per ricevere l’eucarestia si sono fermate davanti alla premier per salutarla, stringerle la mano e scattare una foto. «Giorgia non mollare», le ha urlato un sostenitore, ricevendo in risposta un «Promesso». Un anziano, commosso, l’ha ringraziata dicendole: «Ci hai aiutato, grazie stella».

Meloni ha poi condiviso sui social le immagini della giornata, ringraziando la comunità per l’accoglienza, il calore e la determinazione con cui sta ricostruendo il proprio futuro. «Siamo con voi», ha scritto, assicurando rispetto, gratitudine e impegno «oggi e ogni giorno».