Sei persone sono state arrestate dalla polizia nelle ultime ore nel quartiere Esquilino, a Roma, nell’ambito di interventi per furti, danneggiamenti e attività di spaccio. A questi si aggiunge l’esecuzione di due ordini di carcerazione.
Il primo arresto riguarda un cittadino malese di 35 anni, sorpreso all’interno di un negozio di via Carlo Alberto. Secondo quanto ricostruito, avrebbe forzato la porta utilizzando un sampietrino, facendo scattare l’allarme antintrusione. Il titolare lo avrebbe trovato ancora nel locale con la refurtiva e l’uomo avrebbe cercato di fuggire, venendo però fermato poco dopo dagli agenti delle Volanti. Con sé aveva un telefono cellulare, un caricabatterie e quattro SIM card. Vicino alla porta danneggiata è stato recuperato anche il sampietrino usato per l’effrazione.
Il secondo intervento è scattato in via Cairoli, dove una donna ha assistito, insieme al padre, a un furto con strappo. Due uomini avrebbero raggiunto l’anziano alle spalle e gli avrebbero sottratto una catenina d’oro del valore di circa 2.000 euro, per poi fuggire. Gli agenti dei Commissariati Esquilino e Monte Mario, transitando nella zona, hanno intercettato i due mentre erano inseguiti dalla donna. Uno è riuscito a far perdere le proprie tracce; l’altro, un tunisino di 27 anni, ha tentato di nascondersi sotto un’auto parcheggiata in piazza Dante, ma è stato individuato e bloccato.
Un altro furto è stato interrotto in un bar di via Leopardi. Un cittadino marocchino di 41 anni avrebbe preso lo zaino del titolare e si sarebbe allontanato. Dopo aver visionato le immagini delle telecamere, la vittima ha ricevuto sul telefono una notifica bancaria relativa a un pagamento di 5 euro effettuato in un chiosco di piazza Vittorio Emanuele II. Raggiunto il luogo, avrebbe riconosciuto il presunto autore mentre mangiava un gelato. Ne è nato un inseguimento, terminato con l’intervento degli agenti del II Distretto Salario-Parioli. Nelle tasche dell’uomo sono state trovate due carte bancomat e una carta di credito, restituite al proprietario. L’arresto è scattato per furto aggravato e indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
Più movimentato l’intervento che ha portato al fermo di un cittadino gambiano di 31 anni, individuato dopo una serie di danneggiamenti a veicoli parcheggiati tra via Principe Amedeo, via Mamiani e via Turati. Alcuni passanti lo avrebbero segnalato mentre si allontanava con una mannaia. Gli agenti del Commissariato Esquilino lo hanno bloccato dopo una colluttazione, nella quale avrebbero riportato lievi lesioni. La perquisizione ha consentito di recuperare un martello in gomma, un seghetto da giardinaggio e circa 5 grammi di hashish.
Sul fronte del contrasto al microspaccio, gli agenti hanno arrestato in via Principe Eugenio un cittadino gambiano di 51 anni, notato in atteggiamento ritenuto sospetto. Durante il controllo avrebbe tentato di allontanarsi opponendo resistenza e cercando di portare alla bocca un fazzoletto di carta. All’interno sono stati trovati quattro involucri di cocaina e crack. La perquisizione ha portato al sequestro anche di alcune dosi di hashish e di 70 euro in contanti. Per lui sono scattate le accuse di detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.
In via Gioberti, invece, gli investigatori hanno interrotto una presunta cessione di droga, bloccando in flagranza il presunto pusher. Si tratta di un cittadino senegalese di 42 anni, trovato con 33 dosi di cocaina cotta e cruda già predisposte per la vendita, oltre a denaro contante. Anche per lui è stato disposto l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Completano il bilancio due ordini di carcerazione eseguiti nei confronti di un cittadino egiziano e di uno malese. Il primo è stato rintracciato in una struttura ricettiva di via Vincenzo Gioberti, mentre il secondo è stato fermato durante un controllo in piazza Vittorio Emanuele II. Dopo l’identificazione, gli agenti hanno notificato ed eseguito i provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria. Ultimate le formalità, entrambi sono stati condotti in carcere.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.