La vicenda

Caso Ranucci, la Rai valuta il cambio a Report

Resta aperto il confronto sul futuro del conduttore di Report: la Rai valuta un nuovo incarico, mentre il legale accusa l’azienda di non tutelarlo.

Una possibile soluzione per il caso Ranucci è stata al centro di un incontro tra l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, il direttore degli Affari legali, Francesco Spadafora, e il direttore delle Risorse umane, Felice Ventura.

L’orientamento dell’azienda rimane quello di sostituire il conduttore di Report, dopo le tensioni legate all’affaire Lavitola e alla relazione del Comitato Etico sulla vicenda. Per il giornalista si studia una ricollocazione con un incarico adeguato, così da ridurre il rischio di una causa per demansionamento.

L’ipotesi principale, secondo quanto si apprende, sarebbe il trasferimento a una testata giornalistica. Un’intesa, però, non è stata ancora raggiunta e il confronto tra i vertici proseguirà nei prossimi giorni.

Ranucci ha rilanciato sui social le indiscrezioni relative alla riunione: “In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontanamento da Report”. Poco prima di salire sul palco a Cerveteri con lo spettacolo Diario di un trapezista, ha aggiunto: “Ho la coscienza a posto e rifarei tutto quello che ho fatto”.

Il giornalista ha ricordato di essere stato inviato e caporedattore, di aver lavorato in zone di guerra mettendo a rischio la propria vita e di aver realizzato scoop internazionali. Ha quindi rivendicato la conduzione di quello che considera il fiore all’occhiello della televisione pubblica: “Io ho fatto tutto quello che dovevo, onorando la Rai con la fedina penale pulita. Ho attraversato 240 tra cause e altre citazioni. Io ho la coscienza a posto. Gli altri invece?”.

Sulla possibilità di ricevere un nuovo incarico, Ranucci ha commentato con ironia: “Ma meglio di Report cosa c’è? Sanremo?”. Capo autore del programma e vicedirettore ad personam dell’Approfondimento, è entrato in Rai nel 1997 come redattore a Rai International, per poi lavorare a Rainews e Rai3.

In questo quadro, potrebbe tornare a ricoprire un ruolo di vertice in una testata all news o al Tg3. Meno concreta appare invece l’ipotesi, circolata nei rumors, di affidargli la guida della Scuola di giornalismo Rai di Perugia, che nel frattempo ha annunciato, attraverso il presidente Flavio Mucciante, un forte aumento delle domande di iscrizione.

Ranucci ha commentato sarcasticamente anche questa eventualità: “Tu sposti Ranucci perché non ti è consono e lo metti a insegnare per formare altri 100 Ranucci. E poi che ci fai, glieli sposti?”.

Decisa la posizione del suo legale, Roberto De Vita: “Quando il colpevole prescinde dalla colpa, la verità ha già ceduto il posto alla persecuzione”. L’avvocato ha definito preoccupanti “l’intensità, la mole, la persistenza” dell’accanimento contro Ranucci, sostenendo che non si arresterebbe nemmeno davanti alle valutazioni dei magistrati.

De Vita ha parlato di una “damnatio in vita” alimentata da falsità, cattive coscienze e da nuovi inquisitori che, in cerca di visibilità, aggiungerebbero ogni giorno elementi inediti e persino mendaci alla vicenda. Secondo il legale, la Rai dovrebbe tutelare Ranucci per proteggere se stessa e la propria missione democratica, di cui ogni giornalista è espressione.

Il confronto interno all’azienda resta aperto. Se non si arrivasse a un accordo, la Rai potrebbe presentare formalmente al giornalista tre incarichi equivalenti sotto il profilo professionale, come previsto dal contratto integrativo Usigrai. Potrebbero comunque servire ancora alcuni giorni per definire il futuro di Report e individuare il nuovo conduttore, per il quale il vertice Rai punta su una professionalità interna.