I Carabinieri del nucleo investigativo di Roma, sotto il coordinamento dei pm della Dda, stanno eseguendo perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza il reato di aggiotaggio sulle quote societarie della Lazio.
Gli accertamenti coinvolgono il presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, l’amministratore delegato Francesco Maiolini e il giornalista e faccendiere Luigi Bisignani.
La Procura di Roma sta verificando l’eventuale esistenza di una campagna organizzata per spingere Claudio Lotito a cedere la società, quotata in Borsa. Gli investigatori stanno cercando chat, email, telefonate e documenti per accertare la presenza di una possibile “regia unitaria”, come riferito dal quotidiano “Repubblica”.
Secondo l’ipotesi investigativa, attraverso social network, articoli e presunte notizie false sulla vendita della Lazio sarebbe stata esercitata pressione su Lotito e, allo stesso tempo, si sarebbe tentato di condizionare il valore delle azioni del club.
Tra le informazioni ritenute false figurerebbe una presunta offerta da 450 milioni di euro avanzata da JP Morgan per rilevare la Lazio. Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato contatti frequenti tra Maiolini, Masi e Bisignani, anche in concomitanza con la pubblicazione di alcuni articoli sulla società.
Dall’inchiesta sarebbe emersa anche la possibilità che alcune attività di denigrazione sui social siano state finanziate. L’indagine si concentra quindi sull’ipotesi di manipolazione del mercato e sull’eventuale coinvolgimento di soggetti che avrebbero ideato o sostenuto economicamente la campagna contro Lotito.
La Procura intende ora chiarire se dietro le diverse iniziative vi siano stati un coordinamento e possibili mandanti.