La mobilitazione

Spin Time, migliaia in corteo a Roma per la comunità

In piazza anche Ilaria Salis e l’assessore alla Cultura di Roma Massimiliano Smeriglio. Diviso il mondo dell’associazionismo.

Spin Time, migliaia in corteo a Roma per la comunità

Sono migliaia le persone scese in piazza a Roma per il corteo organizzato a sostegno della comunità di Spin Time, sgomberata dal palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato dal 2013, dopo l’incendio divampato lo scorso luglio.

La manifestazione nazionale è partita da piazza della Repubblica e coinvolge oltre 200 realtà e movimenti. Gli organizzatori spiegano sui social che la protesta nasce dal fatto che il futuro del palazzo e della sua comunità resta ancora da definire: una vicenda che, sottolineano, riguarda il presente delle città e il futuro delle politiche abitative, non soltanto Roma.

In testa al corteo, diretto verso piazza Vittorio all’Esquilino passando per Castro Pretorio e San Lorenzo, c’è un camion con lo striscione “Il Tempo di Spin Time è ora” e alcune chiavi di cartone appese. Subito dopo sfila un lungo striscione con la frase “La città è di chi la vive, non di chi specula”. Tra i cartelli si leggono anche “Lo Spin Time non si tocca” e “Spin Time è casa”.

Alla manifestazione partecipano diversi esponenti politici della sinistra, tra cui l’eurodeputata Ilaria Salis e l’assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio.

La mobilitazione, tuttavia, evidenzia anche una divisione nel mondo dell’associazionismo cittadino. Sono più di quindici le associazioni che hanno scelto di non aderire alle iniziative di oggi e domani a sostegno di Spin Time. In una lettera aperta spiegano che la decisione “non è un disimpegno”, ma riflette la volontà di prendere le distanze dal percorso politico costruito attorno alla mobilitazione, confermando allo stesso tempo la solidarietà alla comunità sgomberata e alle battaglie per il diritto all’abitare.

Le critiche riguardano soprattutto l’idea che la vicenda di Spin Time non possa essere affrontata separatamente dalle altre vertenze che attraversano la capitale: dalle politiche abitative alla tutela degli spazi pubblici, dalle contestazioni contro le grandi opere alle mobilitazioni contro inceneritore e biodigestori. Le associazioni contestano anche un modello di gestione della città che, a loro giudizio, limita la partecipazione dei territori e rischia di privilegiare il rapporto con le istituzioni.

Una posizione condivisa da Arci Roma, che aveva preso parte alle assemblee preparatorie ma ha poi deciso di non aderire al corteo, chiedendo una convergenza più ampia tra le diverse vertenze cittadine.

Tra le realtà che hanno aderito figurano Cgil Roma e Lazio, Rete No Kings, Polo civico dell’Esquilino, Csoa La Strada, Nonna Roma e Social Forum Abitare. Hanno invece annunciato la non adesione, oltre ad Arci Roma, l’Associazione Che Guevara Roma, Roma No Profit, Autodifesa Abitativa, il Circolo Prc Montagnola, il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Generali, il Comitato popolare Garbatella, il Coordinamento Sì Parco No Stadio a Pietralata e l’Unione dei comitati contro l’inceneritore.

La mobilitazione per Spin Time riflette così le diverse posizioni presenti nell’associazionismo civico di sinistra, sia sulle modalità della protesta sia sul rapporto con le istituzioni e sulle politiche per il futuro della città.