Era «sotto shock, imbambolato» e continuava a chiedere «scusa» il 13enne che venerdì ha accoltellato la sua professoressa all’istituto Giovanni Verga di Roma. A riferirlo è Corrado Ruffini, assistente educativo della scuola, che ha seguito il ragazzo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Secondo il racconto di Ruffini, il giovane avrebbe spiegato di avere «un piano chiaro»: fare del male a una sola persona, senza colpire i compagni, per poi costituirsi. L’assistente educativo ha inoltre descritto la reazione dell’istituto, che ha fatto uscire gli studenti dalle aule per metterli al sicuro. Tra i momenti più drammatici c’è stato anche l’intervento di un alunno in difesa della docente. «All’inizio l’ho scambiato per un adulto per la sua stazza. Ha compiuto un gesto davvero eroico», ha raccontato Ruffini.
Restano intatti la preoccupazione e lo sgomento dei genitori. Un padre considera «una follia» il fatto che sia così semplice portare a scuola coltelli di quelle dimensioni. Stefano, figlio della docente, ha infine riferito che la madre vuole tornare a lavorare al più presto: «È una donna molto forte».