È in corso al Colosseo il sopralluogo della Cgil di Roma e Lazio dopo la morte, avvenuta nella notte, di un operaio di 22 anni. Sul posto sono presenti il segretario generale dell’organizzazione, Natale Di Cola, il segretario generale degli edili Diego Piccoli e Lilith Zulli, coordinatrice e funzionaria del ministero della Cultura.
Secondo quanto riferito da Di Cola, il lavoro sarebbe stato svolto da un numero ridotto di dipendenti dell’azienda. A verificare le attività c’erano anche lavoratori del ministero, ma in quantità limitata a causa di una significativa carenza di organico. «Ora attendiamo di capire quali saranno le valutazioni della magistratura», ha spiegato.
Il segretario della Cgil di Roma e Lazio ha annunciato che l’organizzazione si costituirà parte civile per sostenere la famiglia e contribuire alla ricerca della giustizia. «Siamo al fianco dei familiari e dei lavoratori. È una tragedia che ci ha travolto e stare accanto a loro è nostro dovere», ha detto Di Cola, auspicando un confronto pubblico sulla sicurezza: non si può morire a 22 anni lavorando.
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha definito «grave e insopportabile» la morte di un giovane in un cantiere pubblico, mentre lavorava per un’impresa d’appalto. Landini ha ricordato la raccolta firme promossa dal sindacato per modificare le norme sugli appalti, sostenendo che l’attuale sistema possa favorire lo sfruttamento dei lavoratori fino a mettere in conto anche il rischio della morte. «Limitarsi a piangere le vittime senza cambiare queste leggi balorde è una responsabilità politica che non può più essere nascosta», ha affermato.