Tensione a Roma durante lo sciopero nazionale studentesco «No Meloni day», andato in scena venerdì 16 ottobre. Migliaia di giovani, soprattutto liceali, hanno manifestato contro la gestione dell’istruzione pubblica.
Nel corso del passaggio in via Marmorata, alcune persone incappucciate hanno rovesciato cassonetti e cestini dei rifiuti. Sono stati lanciati petardi e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine e sono state incendiate alcune bandiere.
Il corteo ha quindi raggiunto la sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in viale Trastevere. Davanti all’edificio, presidiato dalle forze dell’ordine, gli studenti hanno lanciato altri petardi scandendo il grido «Valditara esci dal palazzo».
Alcuni manifestanti hanno inoltre utilizzato estintori contro la polizia, scagliando i contenitori metallici verso la scalinata. Le forze dell’ordine e la Polizia Scientifica hanno documentato tutte le azioni per procedere all’identificazione dei responsabili.
Tra gli slogan comparsi sugli striscioni anche «Soldi alla scuola, non alla guerra». I partecipanti denunciano il degrado e la precarietà strutturale degli istituti scolastici della Capitale e del resto d’Italia.
Nel mirino della protesta sono finiti anche il limite del 30% alla presenza di studenti stranieri per classe e i divieti relativi agli abbigliamenti religiosi. Gli studenti chiedono di destinare al diritto allo studio i 13 miliardi previsti per le spese militari.
La mobilitazione di Roma rientra in una protesta nazionale che ha interessato, tra le altre, Milano, Torino e Firenze. Il collettivo Osa ha annunciato nuove adesioni allo sciopero generale del 30 ottobre. Un ulteriore sciopero studentesco europeo è in programma il 20 novembre contro la guerra.