«Non è necessaria alcuna ulteriore terapia». È la rassicurazione arrivata dai medici di Papa Leone dopo il referto dell’esame istologico, diffuso al termine di una giornata che ha segnato il ritorno del Pontefice alla normalità.
Gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare effettuati sul materiale asportato durante l’intervento hanno confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, ma anche che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica ha stabilito che non sono necessarie altre terapie. A comunicare gli esiti sono stati il personale del Papa, il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, chirurgo del Policlinico Gemelli che lo ha operato.
La notizia rafforza l’ottimismo già emerso alla fine della degenza, conclusa con un rientro in Vaticano anticipato rispetto alle previsioni. Diventa così più concreto anche il possibile viaggio in Sudamerica previsto a novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e soprattutto in Perù, dove Prevost ha vissuto per vent’anni.
A soli otto giorni dall’intervento al polmone, Leone è tornato tra la folla per l’udienza generale in Piazza San Pietro, preceduta da un giro in papamobile nonostante il maltempo su Roma. Il Pontefice è apparso sorridente e l’unica precauzione è stata l’installazione di un tettuccio trasparente sulla vettura bianca, per proteggerlo dalla pioggia.
Il riferimento alla malattia è arrivato nelle prime parole rivolte ai circa 30mila fedeli presenti: «La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio».
Prima dell’udienza, il Papa aveva ricevuto nella Sala Clementina i partecipanti a un convegno sui nuovi santi, riprendendo così le attività quotidiane quasi come prima dell’intervento. Gli incontri restano però più brevi e separati, nell’ambito di una ripresa «graduale», come aveva annunciato lo stesso Leone all’Angelus di domenica, il giorno dopo le dimissioni dal Gemelli.
Sul volto si notava qualche lieve segno di stanchezza, ma il Pontefice non ha rinunciato agli appuntamenti consueti: al termine dell’udienza ha guidato il canto del «Padre Nostro» e ha salutato individualmente le persone ammesse al cosiddetto «baciamano».