Piazza del Popolo ospiterà sabato 5 dicembre, dalle 12.30 fino al tramonto, la manifestazione nazionale “La Terra chiamò”, promossa da nove organizzazioni ambientaliste e della società civile per riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico.
L’iniziativa arriva dopo un’estate caratterizzata dal caldo estremo e dalle conseguenze sulla salute, sull’ambiente e sull’economia. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature Health, nell’estate 2026 le temperature elevate avrebbero causato oltre 50 mila decessi in eccesso nelle città europee, più di 13 mila dei quali stimati in 87 aree urbane italiane.
A destare preoccupazione sono anche il riscaldamento del Mediterraneo e gli effetti sulla biodiversità. Siccità e temperature record mettono inoltre sotto pressione l’agricoltura e contribuiscono alla crescita dei prezzi degli alimenti.
La manifestazione è promossa da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, con il sostegno dei Green Heroes. All’appuntamento parteciperanno rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale, delle imprese, della cultura e delle nuove generazioni.
Sono quattro le richieste rivolte al Governo e alle forze politiche: riportare il clima al centro dell’agenda, accelerare il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, rafforzare la protezione dei territori dagli impatti del cambiamento climatico e applicare il principio “chi inquina paga”.
La giornata prenderà il via alle 12.30 con attività aperte al pubblico. Dalle 14.30 si alterneranno interventi, testimonianze dai territori e approfondimenti scientifici, insieme a momenti dedicati alla musica, all’arte e alla cultura. La conclusione è prevista al tramonto, con la lettura delle richieste condivise.
La data scelta coincide con la Giornata mondiale del suolo e con la Giornata internazionale del volontariato, a sottolineare il rapporto tra tutela ambientale, sicurezza delle comunità e partecipazione dei cittadini.
I promotori puntano a dare vita a una mobilitazione nazionale e ad avanzare nelle prossime settimane un manifesto comune alle istituzioni. Il messaggio dell’iniziativa è racchiuso nello slogan: “ascoltare, unirsi, rispondere”.