La protesta

Caro carburanti, finiti i blocchi dei Tir: ora protestano i taxi

itTaxi, Uri e Unicoop hanno convocato lunedì un presidio al ministero dei Trasporti, dalle 10 alle 13.

Caro carburanti, finiti i blocchi dei Tir: ora protestano i taxi

Nel Mezzogiorno sono stati rimossi i blocchi degli autotrasportatori e i tir hanno ripreso a movimentare merci e carburanti. Per ristabilire la normalità nei supermercati e nelle stazioni di servizio, tuttavia, serviranno ancora alcuni giorni.

Con la conclusione della protesta dei camionisti, prende forma quella dei tassisti, penalizzati anch’essi dall’aumento dei costi del carburante. A Roma, lunedì, è previsto un presidio di tre associazioni davanti al ministero dei Trasporti, mentre il giorno successivo altre 27 sigle si riuniranno a Firenze. Lo sciopero dei taxi, intanto, viene considerato una possibilità concreta.

Nella notte tra giovedì e venerdì sono stati smantellati i presidi degli autotrasportatori in Campania e Calabria, dopo che il Consiglio dei ministri aveva stanziato, giovedì, 105 milioni di euro di sostegni per il settore. In precedenza, martedì 20, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva annunciato 480 milioni di aiuti immediati e ulteriori 590 milioni destinati al rinnovo dei mezzi.

Dalla Campania alla Calabria, i camion sono così tornati in strada per rifornire supermercati e distributori. “Probabilmente servirà ancora qualche giorno per un ritorno alla piena normalità”, ha dichiarato il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Nel Sud restano comunque stazioni di servizio senza carburante e scaffali vuoti nei supermercati.

Secondo il presidente di Federdistribuzione, Carlo Buttarelli, saranno necessari “non meno di 5-7 giorni per tornare alla piena normalità, perché i negozi sono vuoti”. Lo stesso Buttarelli ha stimato in “decine di milioni di euro” i danni economici provocati dai blocchi nelle Regioni coinvolte.

Prosegue anche il bilancio delle attività di controllo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che, in relazione ai blocchi stradali nel Sud, sono state identificate 2.065 persone, con 79 denunce e 242 sanzioni.

Il confronto istituzionale non è comunque terminato. Martedì 27 le associazioni degli autotrasportatori incontreranno al ministero dei Trasporti, a Roma, il ministro Salvini per fare il punto sulla situazione.

Nel frattempo, la protesta dei tassisti entra nel vivo. Le associazioni itTaxi, Uri e Unicoop hanno convocato per lunedì un presidio davanti al ministero dei Trasporti, dalle 10 alle 13. In un’iniziativa definita inusuale, insieme ai taxi manifesteranno anche i concorrenti del settore, cioè gli operatori del noleggio con conducente.

Altre 27 sigle, tra cui Uiltrasporti, Usb Taxi e Federtaxi Cisal, si incontreranno invece martedì 27 a Firenze per valutare possibili iniziative di mobilitazione. “Lo sciopero è un’opzione in campo, ed è quanto mai probabile”, ha dichiarato Carlo Di Alessandro di Federtaxi Cisal.

“Siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile”, ha affermato il presidente di itTaxi, Loreno Bittarelli. A suo giudizio, poiché le tariffe sono stabilite dai Comuni, gli aumenti record di benzina e gasolio non possono essere trasferiti sui clienti: i costi ricadono interamente sui lavoratori, azzerandone i margini.

itTaxi e le altre associazioni chiedono al governo di estendere il Gasolio Professionale, cioè il carburante detassato, oltre alla creazione di un fondo straordinario di compensazione e all’introduzione di incentivi per la transizione ecologica.

Le organizzazioni che si riuniranno a Firenze sollecitano infine aiuti per la categoria e l’applicazione delle misure contro l’abusivismo già previste dalla legge, ma non ancora entrate in vigore.