Manifestazioni contro la guerra e a sostegno del Movimento 17 ottobre hanno attraversato il centro di Roma, dove non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine.
Alcuni partecipanti sono riusciti a entrare nell’area archeologica del Colosseo, ma sono stati fermati dalla polizia. In seguito, centinaia di giovani si sono diretti verso l’Arco di Costantino, in una zona frequentata dai turisti, dove sono intervenuti anche agenti in tenuta antisommossa.
Secondo il ministero della Cultura, al momento non risultano danni né feriti. Il ministro Alessandro Giuli sta seguendo l’evolversi della situazione e mantiene i contatti con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
La situazione è rimasta in movimento anche in altri punti del centro. In previsione dell’arrivo dei manifestanti, l’accesso alla stazione Termini da via Giolitti è stato chiuso con alcune sbarre.
Altri momenti critici si sono registrati all’incrocio tra via Merulana e piazza Santa Maria Maggiore, dove le forze dell’ordine attendevano il corteo anche con mezzi dotati di idranti. Alcuni giovani si sono avvicinati con le braccia alzate, dichiarando così la propria intenzione non violenta, mentre altri hanno acceso fumogeni. La polizia si è spostata su un lato e i manifestanti hanno imboccato un’altra direzione.
Le tensioni hanno interessato anche due gruppi di partecipanti in largo Corrado Ricci. I giovani fermati nei pressi del Colosseo hanno raggiunto il corteo preavvisato, impegnato nella lettura degli interventi. Tra i due gruppi è nata una discussione: alcuni ragazzi rivendicavano il diritto di occupare l’area e gridavano «Corteo, corteo».
Da entrambe le parti sono stati scanditi slogan contro la premier Giorgia Meloni e intonato «Siamo tutti antifascisti». In seguito, il corteo degli studenti ha proseguito verso via dei Fori Imperiali.
Il tracciato complessivo della manifestazione è rimasto incerto, mentre le forze dell’ordine hanno continuato a presidiare i principali punti strategici della città.