Utilizzavano il telefono come un vero e proprio navigatore dello spaccio, spostandosi tra i quartieri per raggiungere i clienti e consegnare la droga direttamente dal finestrino dell’auto. L’attività dei Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile ha portato all’arresto di sette persone e alla segnalazione in Prefettura di due consumatori.
Le consegne tra Centocelle e Talenti
Il primo intervento si è sviluppato tra Centocelle e Talenti. Un uomo e una donna, a bordo di un’auto, hanno insospettito gli investigatori per i loro movimenti e per il conducente, che consultava ripetutamente il navigatore. Dopo aver attraversato diversi quartieri, i poliziotti hanno seguito la vettura fino a un possibile acquirente fermo lungo la strada. Una retromarcia, l’accostamento e lo scambio dal finestrino hanno confermato la cessione.
La perquisizione ha consentito di trovare numerose dosi di cocaina e più di 2.200 euro in contanti. Per la coppia è scattato l’arresto.
Un’altra consegna nella zona Prati
Qualche giorno dopo gli agenti hanno ricostruito uno schema analogo, ma lungo un itinerario diverso. Un’auto a noleggio, partita dal quadrante est della Capitale, ha raggiunto la zona Prati. Anche in questo caso il telefono sembrava indicare il percorso fino all’incontro con una cliente, che avrebbe concordato l’acquisto tramite un’applicazione di messaggistica istantanea.
Le perquisizioni personale e domiciliare hanno portato al recupero di 18 dosi di cocaina. La pusher è stata arrestata, mentre l’acquirente è stata segnalata alla Prefettura.
Il controllo a Vescovio
In zona Vescovio l’attenzione dei poliziotti si è concentrata su un pusher di quartiere, impegnato al telefono come se stesse aspettando un appuntamento. Nella tracolla nascondeva diversi involucri di shaboo, per un peso complessivo di circa 140 grammi, oltre a 300 euro in contanti.
Il deposito nel cuscino
Nel quadrante est della Capitale sono emersi anche alcuni stratagemmi particolari per nascondere la droga e proteggere le cessioni. In via dell’Archeologia, il deposito utilizzato per rifornire il punto vendita era un cuscino lasciato ai piedi di un albero, al cui interno era occultata una consistente quantità di cocaina.
Il pusher prelevava le dosi dal cuscino quando necessario e si muoveva con un complice, incaricato di fare da palo e di indirizzare gli acquirenti verso il luogo della consegna. Per entrambi è scattato l’arresto; nella stessa circostanza, una cliente è stata segnalata alla Prefettura.
Le cessioni nel parco
L’ultimo episodio ha riguardato una donna seduta su una panchina in un parco, impegnata in cessioni rapide e protetta da vedette che controllavano gli accessi e indicavano ai clienti dove recarsi. Nel tentativo di disfarsi della droga, la donna ha gettato alcune dosi a terra, mentre il denaro era stato nascosto negli indumenti intimi.
Per la quarantacinquenne bulgara è scattato l’arresto. Il bilancio dell’operazione è di 165 dosi sequestrate e oltre 3.000 euro in contanti sottratti alla disponibilità dei pusher. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.