Musica e riscatto

A Rebibbia nasce uno studio musicale con Ermal Meta

A Rebibbia è stato inaugurato uno studio professionale dove cinque detenuti hanno già iniziato la formazione come tecnici del suono.

A Rebibbia nasce uno studio musicale con Ermal Meta

Imparare le tecniche del suono, registrare musica e realizzare podcast all’interno di un istituto penitenziario. È l’obiettivo di “Un’altra musica”, il progetto che ha portato uno studio di registrazione professionale, dotato di regia e sala di ripresa, nella casa circondariale maschile di Rebibbia “Nuovo Complesso”, a Roma.

Accanto alle attrezzature è stato avviato anche un percorso formativo per tecnici del suono, al quale hanno partecipato finora cinque detenuti. “Il numero è destinato a crescere”, ha assicurato Francesca De Stefano Versace, vicepresidente della fondazione Santo Versace, promotrice dell’iniziativa insieme a Intesa Sanpaolo.

“È un sogno: vogliamo suonare a Rebibbia un’altra musica, fatta di speranza, dignità e possibilità concrete”, ha dichiarato De Stefano Versace. Santo Versace ha sottolineato come quella del tecnico del suono sia una professionalità oggi molto richiesta e possa rappresentare uno strumento di riscatto per i detenuti.

Paolo Bonassi, in rappresentanza di Intesa Sanpaolo, ha spiegato che lo studio sarà accessibile anche ad artisti e produzioni esterne. L’obiettivo è favorire il contatto con il mondo del lavoro e reperire risorse per dare continuità al percorso avviato.

“È uno studio di tutto rispetto, migliore di quello che avevo io agli inizi, capace di offrire alle persone qui presenti l’opportunità di raccontarsi e di guardarsi in modo diverso una volta fuori dal carcere”, ha commentato Ermal Meta. Il cantante si è esibito al termine della cerimonia, accompagnato anche da un coro formato dai detenuti presenti: insieme hanno eseguito “Hallelujah” di Leonard Cohen e “Non mi avete fatto niente”.