Il GUP del Tribunale di Roma ha condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione il giovane ritenuto responsabile del danneggiamento della statua dell’Elefante, in Piazza della Minerva. La pena è subordinata allo svolgimento di attività a favore della collettività per un periodo equivalente alla durata della condanna.
All’alba del 15 febbraio 2026, il venticinquenne si era arrampicato sul monumento, provocando il distacco di una parte della zanna sinistra dell’Elefante realizzato da Gian Lorenzo Bernini.
Il giovane era stato rintracciato e denunciato dagli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale di Roma Capitale al termine di una complessa attività investigativa. Gli accertamenti erano iniziati subito dopo la scoperta del danno, con l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
Dopo molte ore di visione dei filmati, gli investigatori erano riusciti a stabilire il giorno e l’orario dell’accaduto. L’esame dei singoli frame, osservati da diverse angolazioni, aveva permesso di raccogliere elementi utili all’identificazione del responsabile. In una delle riprese, il giovane compariva insieme ad altre quattro persone mentre si arrampicava sull’obelisco.
Le successive indagini, coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma, dipartimento Criminalità diffusa e grave, hanno incluso la ricerca e l’ascolto di testimonianze dirette e indirette da parte del personale della Polizia Locale di Roma Capitale.
Gli accertamenti hanno così portato all’individuazione del presunto autore del danneggiamento e alla denuncia per il deturpamento di un bene culturale pubblico.