Secondo Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo ECR al Parlamento Europeo, la proposta della Commissione europea di rallentare la riduzione delle quote ETS dopo il 2030 rappresenta un primo passo, ma non è sufficiente. “Dobbiamo fare di più per garantire la competitività delle nostre imprese”, ha affermato.
Procaccini ha sottolineato l’importanza di aumentare la disponibilità di permessi di emissione per evitare tensioni sul mercato e contenere i costi per le aziende. Ha anche evidenziato la necessità di rivedere i benchmark ETS, i parametri utilizzati per l’assegnazione gratuita delle quote, affinché riflettano le tecnologie attualmente disponibili.
“Molte aziende hanno già raggiunto il massimo dell’efficienza energetica”, ha aggiunto, esprimendo aspettative più elevate nei confronti di Bruxelles. Questo appello è in linea con la lettera inviata dall’Italia e da altri nove Stati membri alla Commissione UE, chiedendo una revisione più audace del sistema ETS. L’obiettivo è garantire che la transizione ecologica non comprometta la competitività delle imprese europee.
Procaccini ha avvertito che, senza interventi più incisivi, si rischia di favorire la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con standard ambientali più bassi, aumentando così le emissioni globali anziché ridurle.