L'INCHIESTA

Attentato a Ranucci: quattro arresti e intercettazioni inquietanti

Emergono dettagli inquietanti dall'inchiesta sull'attentato al giornalista.

Attentato a Ranucci: quattro arresti e intercettazioni inquietanti

La banda responsabile dell’attentato dinamitardo al giornalista Sigfrido Ranucci aveva pianificato di fuggire all’estero. Dalle indagini condotte dalla Dda di piazzale Clodio emergono dettagli inquietanti, con i quattro arrestati pronti a lasciare l’Italia grazie alle “garanzie” dei mandanti, ancora non identificati.

Le intercettazioni rivelano che gli indagati seguivano attentamente gli sviluppi del procedimento legale, avvalendosi di una rete di supporto per evitare la cattura. Secondo il gip, chi ha ordinato l’attentato aveva un forte interesse a garantire la fuga degli autori, fornendo loro “versioni di comodo” per non essere identificati.

In un dialogo del 10 aprile, uno degli arrestati menziona contatti con un soggetto esterno disposto a facilitare un “temporaneo allontanamento” dall’Italia. La banda disponeva di risorse economiche e strumenti per eludere le indagini, pianificando trasferimenti in Paesi come Spagna, Austria e Francia.

Antonio Passariello, considerato uno dei leader del gruppo, ha espresso una preferenza per la Spagna, affermando: “ti danno i soldi e ti vai a divertire”, con un’offerta di 200 euro al giorno per un mese. Il gip sottolinea l’esistenza di una rete relazionale in grado di garantire appoggi e coperture.

Per garantire la fuga, Passariello ha suggerito di non portare telefoni e di utilizzare schede dedicate, evidenziando la preparazione della banda. Il gip ha affermato che le prove raccolte sono “gravi, precise e concordanti”, dimostrando il coinvolgimento attivo dei quattro nell’azione criminosa.

La banda operava da tempo, utilizzando “gelatina da cava” per i loro piani. In un’intercettazione di febbraio, un indagato ha dichiarato: “Dobbiamo buttare i palazzi a terra”, rivelando ulteriori intenti violenti. Le intercettazioni mostrano anche come gli arrestati si assumano la responsabilità dell’attentato a Ranucci, con frasi come “Ti ricordi quella tarantella che ho fatto a Roma?”, dimostrando la loro consapevolezza e coinvolgimento.