Anniversario DIA

A Roma la cerimonia per i 35 anni della DIA

A Roma celebrati 35 anni di attività dell’organismo interforze impegnato dal 1991 contro la criminalità mafiosa.

A Roma la cerimonia per i 35 anni della DIA

Si è svolta oggi, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, la cerimonia per il 35° anniversario della Direzione Investigativa Antimafia, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, della presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, del capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani, del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo e del direttore della DIA, generale di corpo d’armata Nicola Massimo Masciulli.

Istituita nel 1991, la DIA è un organismo investigativo interforze impegnato nelle attività preventive e giudiziarie contro la criminalità organizzata di tipo mafioso. La cerimonia è stata condotta dalla giornalista Laura Chimenti.

Nel suo intervento, il ministro Piantedosi ha definito l’anniversario un’occasione per riconoscere il valore del lavoro svolto e riaffermare l’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. «Le mafie hanno dimostrato una crescente capacità di adattarsi ai cambiamenti economici, finanziari e tecnologici», ha dichiarato, sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e investigazione, specializzare le competenze e consolidare la collaborazione istituzionale.

Piantedosi ha inoltre indicato la DIA come un presidio essenziale del sistema di sicurezza nazionale, grazie al patrimonio di professionalità, conoscenze ed esperienze maturato in 35 anni. L’obiettivo, ha aggiunto, è anticipare l’evoluzione dei fenomeni criminali per rendere più efficace l’azione dello Stato a tutela della legalità, dell’economia sana e della sicurezza dei cittadini.

Il capo della Polizia Pisani ha ripercorso l’evoluzione della legislazione antimafia, evidenziandone il valore, l’efficacia e l’unicità a livello internazionale. Secondo Pisani, proprio queste caratteristiche hanno permesso di contrastare in modo concreto ed efficace le organizzazioni criminali.

Pisani ha ricordato anche il modello interforze di contrasto alle mafie voluto da Giovanni Falcone, la cui espressione principale è la DIA. Un modello considerato unico nel panorama internazionale e replicato in altre articolazioni operative del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

«L’azione interforze e la nostra legislazione antimafia sono talmente all’avanguardia che fanno parte di progetti di diplomazia giuridica portati avanti dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Giustizia. Un vero e proprio made in Italy giuridico che ci rende orgogliosi e consapevoli del grande impegno che dobbiamo onorare», ha affermato il capo della Polizia.

Nel corso del suo intervento, Pisani ha evidenziato anche il ruolo strategico dell’aggressione ai patrimoni illeciti nella lotta alla criminalità organizzata e alle mafie.

Durante l’evento sono stati proiettati filmati e contributi audiovisivi dedicati ai momenti più significativi della storia della DIA, dalla nascita dell’organismo alle più recenti sfide investigative. Particolare attenzione è stata riservata al contrasto dei patrimoni illeciti, alla cooperazione internazionale e alla capacità delle mafie di adattarsi alla modernità finanziaria e tecnologica.

Un momento dal forte valore simbolico è stata la consegna dei riconoscimenti al personale interforze. La premiazione ha celebrato la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio delle donne e degli uomini che hanno contribuito alla storia della DIA.

I 35 anni di attività rappresentano un patrimonio di esperienze, competenze e risultati e testimoniano l’evoluzione di un modello investigativo interforze, capace di adeguare strumenti e strategie alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose.

Il percorso della DIA conferma il costante impegno dello Stato nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità organizzata, a tutela della legalità, dell’economia e delle istituzioni democratiche. La cerimonia si è conclusa con l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte della Banda interforze.