Passare da un anno a soli tre mesi per arrivare alla diagnosi dell’Alzheimer: è il risultato ottenuto dal Centro Integrato di Ricerca e Cura sulla malattia d’Alzheimer del Campus Bio-Medico di Roma, con il sostegno della Fondazione Roma.
Nel corso del 2025 la struttura ha seguito 200 pazienti, consentendo di anticipare di circa nove mesi l’avvio del percorso di cura e assistenza e di valutare in tempi più rapidi l’eventuale accesso alle terapie emergenti.
Il progetto riunisce ricerca, attività clinica e sostegno alle famiglie. Tra le dotazioni del Centro figurano una risonanza magnetica 3 Tesla, un laboratorio di neurofisiologia clinica e spazi dedicati alla ricerca e alla validazione preclinica.
L’obiettivo è arrivare a diagnosi sempre più tempestive e accurate, trasformando in tempi più brevi i risultati della ricerca in strumenti concreti a disposizione dei pazienti.
I dati sono stati illustrati oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, durante un incontro all’Università Campus Bio-Medico di Roma al quale hanno partecipato ricercatori, medici, rappresentanti delle istituzioni e realtà del terzo settore.
Secondo i promotori, il confronto tra neurologia, neuropsicologia, genetica, diagnostica per immagini e medicina di laboratorio permette di definire percorsi di cura sempre più personalizzati.
Nel corso dell’incontro è stato analizzato anche il ruolo dei centri diurni nell’assistenza alle persone con Alzheimer e ai loro familiari. Il modello proposto punta così a integrare ricerca e cura, anticipando la diagnosi, rafforzando la presa in carico e aprendo nuove prospettive terapeutiche.