«I nostri assistiti sono intenzionati a rispondere alle domande e a chiarire le accuse contestate». Lo ha dichiarato l’avvocato Antonio Falconieri, difensore di tre dei quattro arrestati ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato compiuto davanti all’abitazione del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.
I legali hanno incontrato in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, in vista dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero. «L’intenzione è chiarire alcuni punti e spiegare quale sia stato il mandato ricevuto», ha aggiunto il legale.
Nel frattempo, Ranucci ha commentato il proprio futuro in Rai ai microfoni di In Onda, su La7, a margine della serata di ieri a Cerveteri dedicata al suo spettacolo Diario di un Trapezista. «Dovrei decidere di mettermi da parte, ma non lo faccio perché è quello che vogliono loro. Se hanno la coscienza pulita, saranno loro a spostarmi. Come ha scritto Califano sulla sua tomba: non escludo un mio ritorno… anche da morto».
In un video pubblicato nelle stories di Instagram, il giornalista ha ribadito di essere «tranquillissimo» rispetto al proprio futuro nella Rai, riferendosi all’intenzione dell’azienda di sostituirlo alla guida di Report dopo gli sviluppi del caso Lavitola.
«Sono 35 anni che lavoro in azienda, sono entrato come assistente al programma e ho condotto il programma più importante della storia della televisione per le sue inchieste. Ho realizzato inchieste nazionali e internazionali e lavoro nella trasmissione più premiata nella storia della Rai», ha affermato Ranucci.
Il conduttore ha poi ricordato di essere il giornalista più premiato della storia della Rai e di avere affrontato 240 querele senza causare danni all’azienda, mantenendone alto l’onore. «Per fare tutto questo ho messo a rischio la mia incolumità e quella della mia famiglia. Ho conosciuto anche una squadra di giornalisti che rappresenterà il futuro della Rai. Io ho la coscienza a posto. Gli altri?».
In un successivo post su Facebook, Ranucci ha smentito una ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera riguardo a una delle auto danneggiate dall’esplosione. Secondo il giornalista, il veicolo non era privo di assicurazione e poteva circolare: la polizza non comprendeva soltanto le garanzie per atti vandalici e incendio, ragione per cui il danno non è stato risarcito. «Tanto dovevo per amore della verità», ha scritto.
Sui social Ranucci ha inoltre condiviso alcune immagini della serata di Cerveteri. «Oltre 1000 persone si sono divertite ed emozionate con il mio spettacolo Diario di un Trapezista. Grazie per la vostra passione e all’amministrazione comunale per l’ospitalità», ha commentato, ringraziando anche chi, al termine delle due ore di spettacolo, è rimasto in piedi per un’altra ora per manifestargli solidarietà.
Il prossimo appuntamento, ha annunciato il giornalista, sarà il 28 agosto a Favignana, presso gli stabilimenti Florio.