La missiva

Attentato a Ranucci, la lettera di Lavitola dal carcere

Dal carcere di Rebibbia, Lavitola scrive alla compagna: «Ho commesso errori, ma ormai è tardi»

Attentato a Ranucci, la lettera di Lavitola dal carcere

Valter Lavitola, ex editore arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha scritto dal carcere di Rebibbia alla compagna italo-argentina. La lettera è stata mostrata in alcuni passaggi da un servizio del Tg1.

«Non sono lucidissimo, anche se sto bene», avrebbe scritto Lavitola, aggiungendo di sperare di ottenere gli arresti domiciliari. L’ex editore ha inoltre riferito di aver chiesto di poter lavorare in carcere, definendo «molto più pesante» l’attesa forzata. Nella missiva ammette i propri errori: «Avrei dovuto ascoltarti, ma ormai è tardi». In un altro passaggio sostiene di essere stato abbandonato dall’ex premier Silvio Berlusconi e parla delle «sofferenze e frustrazioni» vissute.