«Non tutte le 18 bombe registrate negli ultimi mesi possono essere ricondotte a un unico disegno criminale: alcuni episodi sono certamente scollegati, mentre su altri stiamo verificando possibili connessioni». È il quadro delineato da Gianfranco Minissale, nuovo capo della Squadra Mobile di Roma.
Tra le possibili chiavi di lettura indicate dal dirigente ci sono le contese per il controllo delle piazze di spaccio e i contrasti tra gruppi familiari. «C’è un tema di conquista o di riconquista di porzioni di territorio redditizie dal punto di vista del traffico di droga», ha spiegato Minissale, precisando che i dissidi potrebbero avere origine anche in motivi diversi dallo spaccio.
«La riflessione che stiamo facendo è che la bomba stia diventando una modalità per risolvere qualsiasi tipo di situazione», ha aggiunto il capo della Mobile. Le sue dichiarazioni arrivano dopo quattro esplosioni avvenute nell’arco di 24 ore tra Castelverde, Casal Bruciato e Tor Bella Monaca.
Nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, due ordigni rudimentali sono esplosi davanti a un bar di via Massa San Giuliano, provocando danni alla saracinesca e agli spazi esterni. La notte precedente, due bombe carta avevano colpito un palazzo di via Casal Bruciato e due appartamenti al piano terra in via Giacomo Galopini, a Tor Bella Monaca.
In nessuno dei casi si sono registrati feriti. Gli episodi, tuttavia, si inseriscono in una sequenza che dall’aprile 2025 coinvolge diversi quartieri della Capitale, da San Basilio a Don Bosco, dall’Alessandrino a Ostia.
Sul litorale resta alta l’attenzione degli investigatori dopo l’ordigno esploso il 23 ottobre scorso all’ingresso di una palazzina, poi dichiarata inagibile. «Ostia è una realtà a sé. Offre diversi scenari di investimento e diverse possibilità di riciclaggio. È una terra di conquista da sempre», ha sottolineato Minissale.
Il dirigente ha inoltre richiamato il problema del riciclaggio dei proventi del narcotraffico, in una città che ha definito «un unicum sia dal punto di vista investigativo che sociale» per la varietà dei fenomeni criminali presenti.
Sul piano politico, la sequenza di esplosioni ha riacceso il confronto sulla sicurezza nella Capitale. Dopo gli episodi di inizio ottobre, il sindaco Roberto Gualtieri e il prefetto Lamberto Giannini avevano già richiamato l’attenzione sulla situazione.
Nelle scorse ore, il deputato del M5s Alfonso Colucci ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di riferire in Parlamento. Esponenti del Pd e di Italia Viva hanno invece sollecitato interventi per rafforzare la tutela della sicurezza dei cittadini.