L’inchiesta

Caso chat Delmastro, la Procura di Roma ricorre alla Consulta

I pm della Dda di Roma, coordinati da Francesco Lo Voi, chiedono di annullare la decisione della Camera sull’uso delle chat.

Caso chat Delmastro, la Procura di Roma ricorre alla Consulta

La Procura di Roma intende accelerare sull’acquisizione delle conversazioni tra Mauro Caroccia, indagato anche per riciclaggio nell’inchiesta sul ristorante «Bisteccheria d’Italia», e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che in passato ha detenuto quote del locale di via Tuscolana.

All’inizio della prossima settimana i pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, solleveranno davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione. I magistrati della Dda di Roma chiedono di annullare la decisione con cui la Camera dei Deputati, il 5 agosto scorso, ha di fatto escluso l’utilizzabilità delle comunicazioni presenti sul cellulare di Caroccia, accusato anche di intestazione fittizia di beni.

La Procura capitolina porta così all’attenzione della Consulta il contrasto nato dopo che il Parlamento, con 206 voti, ha negato l’autorizzazione a procedere. Il voto aveva provocato una dura contrapposizione in Aula, tra proteste e accuse reciproche tra i gruppi di Montecitorio. Nel sostenere il no, il relatore di maggioranza in Giunta, Pietro Pittalis di Forza Italia, aveva escluso che si trattasse di uno «scudo» contro l’attività della magistratura.

Poco prima della votazione, lo stesso procuratore Lo Voi aveva scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana, sostenendo che l’autorizzazione alla lettura delle chat avrebbe avuto non soltanto un rilievo investigativo, ma anche una funzione di garanzia per la difesa dell’indagato.

L’iniziativa della Procura è collegata anche alla documentazione consegnata agli inquirenti il 30 luglio dall’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Caroccia. Nella memoria sono riportati, oltre ai messaggi scambiati con Delmastro, anche contenuti di altre conversazioni che coinvolgono soggetti terzi.

Secondo l’accusa, Caroccia e la figlia Miriam avrebbero «trasferito e reinvestito» nella società «Le 5 Forchette», della quale faceva parte Delmastro, denaro proveniente dalle attività illecite del clan camorristico dei Senese. L’ipotesi contestata è aggravata dalla finalità di agevolare l’associazione di stampo mafioso riconducibile al gruppo criminale.

Il nome di Caroccia compare inoltre nell’ordinanza cautelare con cui il gip, il 9 settembre, ha disposto sette misure cautelari, anche nei confronti dei presunti mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, ucciso con un colpo alla testa il 7 agosto 2019.

Nel provvedimento, il gip riferisce che durante l’indagine sono emerse collaborazioni imprenditoriali nel settore della ristorazione tra Angelo Senese, il figlio Vincenzo e Mauro Caroccia, oltre che tra Vincenzo Senese e Daniele Caroccia. In un’intercettazione del 18 marzo 2017, Senese jr avrebbe comunicato a Daniele Caroccia la propria disponibilità ad avviare un rapporto societario comune.