Il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio presentato dalla S.S. Lazio raccoglie il sostegno di Pierluigi Nervi, architetto e nipote del progettista che realizzò l’impianto negli anni Cinquanta.
Intervenendo dopo il parere favorevole, seppur vincolato, della Soprintendenza, Nervi ha difeso il piano di recupero e chiarito che l’aumento della capienza necessario per adeguare lo stadio agli standard del calcio internazionale non comprometterà l’opera originaria.
«Non si tratta di uno scempio – ha spiegato Nervi – ma di un intervento consapevole, capace di rispettare la struttura originale senza modificarla». L’ampliamento sarà realizzato attraverso telai strutturali in acciaio collocati all’esterno e simili, per forma, a quelli già presenti.
Questa soluzione, secondo l’architetto, consentirà di non incidere né sulla stabilità né sull’estetica dell’impianto storico. Per garantire la tutela del manufatto, inoltre, verrà seguito il Piano di conservazione sostenuto dalla Getty Foundation.
Nervi ritiene infine che la rifunzionalizzazione dello stadio possa diventare un volano per l’intero quartiere. Il progetto prevede percorsi dedicati, un incremento delle alberature urbane e la realizzazione di un nuovo nodo di scambio per la viabilità nell’area di viale Tor di Quinto.