È partito il viaggio a Lampedusa di 78 studentesse e studenti delle scuole romane, promosso da Roma Capitale per la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. L’iniziativa ricorda le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e tutte le persone morte nel Mediterraneo.
Ad accompagnare gli alunni delle terze medie degli istituti comprensivi Fanelli Marini, Claudio Abbado e Sinopoli Ferrini c’è l’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale Claudia Pratelli. L’istituto Sinopoli Ferrini partecipa grazie al contributo del Municipio II.
Con gli studenti e le studentesse sono presenti anche Carla Fermariello, presidente della Commissione Scuola, Tommaso Amodeo, consigliere della Lista Civica Gualtieri, Paola Ilari, assessora alla Scuola del Municipio III, Paola Rossi, assessora alla Scuola del Municipio II, Gianluca Bogino, assessore alle Politiche sociali del Municipio II, e Francesca Morpurgo, presidente della Commissione Scuola del Municipio II.
Le ragazze e i ragazzi prenderanno parte alle attività organizzate dal Comitato 3 Ottobre insieme a istituti scolastici arrivati da diverse città italiane ed europee. Incontri, laboratori e testimonianze compongono un percorso dedicato alla memoria, alle migrazioni e all’accoglienza.
“Essere a Lampedusa con le scuole significa portare ragazze e ragazzi dentro uno dei luoghi simbolo delle grandi questioni del nostro tempo. Questo viaggio ricorda lo straordinario compito della scuola: offrire strumenti e occasioni per conoscere, riflettere e approfondire le vicende del mondo, anche nei loro aspetti più dolorosi, con la speranza di contribuire a trasformarlo in una direzione più umana, giusta e solidale”, ha dichiarato Claudia Pratelli.
L’assessora ha aggiunto che, in una fase storica segnata dalla presenza dei discorsi d’odio nel dibattito pubblico e da numerosi tentativi di dividere e separare, il confronto con le storie dei testimoni del 3 ottobre rappresenta un’importante occasione di consapevolezza. “Torniamo a Lampedusa anche per questo: la scuola è il luogo in cui si impara a conoscere il mondo e, insieme, a costruirlo”, ha concluso.