La difesa di Valter Lavitola torna a sollecitare la scarcerazione dell’ex editore, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci.
Secondo l’avvocato Sergio Cola, dalla presentazione della richiesta di Riesame sarebbero trascorsi più di quindici giorni senza che sia stata fissata l’udienza. «I termini previsti per la fissazione del Riesame hanno superato i quindici giorni indicati nella nostra istanza. Per questo, sotto il profilo tecnico, Lavitola dovrebbe essere scarcerato», ha affermato il legale.
La questione sarà riproposta davanti al Tribunale del Riesame. In caso di rigetto, la difesa ha già annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte di Cassazione. Una precedente istanza per ottenere la liberazione dell’ex editore era stata respinta.
Il prossimo 7 settembre, intanto, Lavitola dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee ai magistrati e depositare una memoria difensiva.
Cola ha inoltre richiamato il decreto Nordio del 2023, sostenendo che una successiva interpretazione autentica stabilisce l’inquadramento dei reati aggravati dal metodo o dall’agevolazione mafiosa tra quelli di criminalità organizzata, con la conseguente esclusione della sospensione feriale.