Le carte dell’inchiesta

Lavitola, le chat con Ranucci: «Con Berlusconi copresidente»

I messaggi anonimi parlano di un incontro tra Ruffo e il braccio destro di Meloni e di un possibile cambio alla guida di Report.

Lavitola, le chat con Ranucci: «Con Berlusconi copresidente»

Valter Lavitola aveva già delineato il possibile futuro politico di Sigfrido Ranucci. L’imprenditore, attualmente in carcere con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dinamitardo contro il giornalista, avvenuto nell’ottobre 2025, avrebbe iniziato a lavorare all’ipotesi di una sua candidatura molto prima dell’esplosione.

Secondo gli atti dell’inchiesta della Procura di Roma, il progetto avrebbe preso forma già nell’ottobre 2024, quando l’ex editore cominciò a sollecitare Ranucci soprattutto attraverso le chat. In un messaggio gli scrisse: «Con Berlusconi saresti stato copresidente», aggiungendo poi: «Allora ti avrebbe ceduto il posto».

Il gip evidenzia che il 28 ottobre di due anni fa Lavitola insisteva con battute mirate ad adulare il conduttore e a convincerlo a candidarsi alle prossime elezioni politiche. Rispondendo ad alcuni messaggi di Ranucci, gli scriveva: «Il discorso di Capodanno, che farai, potrebbe anche fare di più…».

In un’altra conversazione, Lavitola aggiungeva: «Valter non dice sempre cose sbagliate: oggettivamente saresti, se non l’unico, uno dei pochissimi leader potabili di questo Paese». L’obiettivo era spingere il giornalista verso la politica, anche facendo leva sulle critiche rivolte dagli esponenti politici alle inchieste di Report.

DagIi atti della Dda emerge inoltre che Ranucci non avrebbe nascosto la propria stanchezza per la situazione. Nel gennaio 2025, annota il gip, il conduttore inoltrò a Lavitola alcuni messaggi consecutivi ricevuti da una persona sconosciuta.

Nel primo messaggio anonimo si leggeva: «Merc Ruffo ha incontrato il braccio destro della Meloni per Report. Stai facendo di tutto per passargli il testimone. Porca troia Sigfrido». Un secondo messaggio sosteneva invece che Ranucci fosse ormai «culo e camicia con tutti loro» e riferiva che «Merc Donz» avrebbe detto che a settembre Report sarebbe dovuto passare nelle mani di «quello giusto», perché Ranucci era «vecchio».

Il terzo messaggio, più articolato, riportava il racconto di un comunicatore lobbista vicino agli ambienti politici. Secondo quanto riferito, il tentativo sarebbe stato quello di affidare Report a «quel signore lì», con un mandato in discontinuità rispetto a Ranucci.

Nei primi mesi del 2025 l’idea di candidare «l’amico conduttore alle future elezioni» avrebbe assunto contorni più concreti. Lavitola comunicò infatti di voler commissionare un sondaggio sulla popolarità di alcuni personaggi pubblici, per misurare il gradimento del giornalista e valutare una sua possibile discesa in campo.

«Appena ho un po’ di soldi, io faccio commissionare un sondaggio sulla popolarità dei personaggi: vogliamo scommettere sui risultati?», scrisse infine a Ranucci. Il sondaggio avrebbe dovuto verificare la fattibilità del progetto politico.