Questa mattina, nella storica caserma "De Tomaso" di Roma, sede della Legione Allievi Carabinieri, i giovani militari si sono schierati in armi per commemorare gli oltre 2.000 Carabinieri capitolini che il 7 ottobre 1943 furono radunati nello stesso edificio e successivamente deportati nei campi di concentramento della Germania nazista.
Per gli Allievi e per il pubblico presente si è trattato di un momento particolarmente significativo: per la prima volta, ragazzi poco più che ventenni hanno indossato in pubblico la gloriosa uniforme che rappresenta il loro progetto di vita. La precisione dimostrata nell’esecuzione della cerimonia, appena un mese dopo l’ingresso nella vita militare, ha evidenziato il lavoro degli istruttori della Scuola Allievi e, soprattutto, l’entusiasmo con cui i giovani si preparano a entrare nell’Arma dei Carabinieri.
La loro partecipazione ha rappresentato anche una testimonianza dell’onore con cui ricordano gli uomini che sacrificarono la propria vita per difendere la società civile, oltre che della volontà di raccoglierne l’eredità etica e morale. Un sentimento accompagnato dalla fierezza per il traguardo professionale che si avvicina giorno dopo giorno.
La deportazione dei Carabinieri di Roma fu organizzata e portata a termine 83 anni fa, perché si temeva che avrebbero contrastato il rastrellamento del ghetto della capitale, già pianificato per i giorni successivi. Molti di loro non fecero più ritorno dopo le sofferenze subite nei campi di concentramento.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il generale di corpo d’armata Marco Minicucci, comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, la professoressa Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, e il professor Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma.