Doppio episodio

Minaccia la titolare di un centro massaggi: arrestato a Roma

Il 36enne afghano è stato arrestato dalla Polizia: è accusato di violenza sessuale aggravata, rapina e tentata violenza sessuale.

Minaccia la titolare di un centro massaggi: arrestato a Roma

Avrebbe tentato per due volte, nell’arco di venti giorni, di costringere la titolare di un centro massaggi del quartiere Trionfale a una prestazione sessuale. Un 36enne di origini afghane è stato arrestato dalla Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

L’uomo è gravemente indiziato di violenza sessuale aggravata e rapina. In relazione al secondo episodio, deve inoltre rispondere di tentata violenza sessuale aggravata. A indirizzare gli investigatori, oltre alla descrizione fornita dalla vittima, è stata la traccia del telefono cellulare lasciato dall’indagato nel locale durante la fuga.

Il primo episodio risale al 30 luglio scorso. Secondo la ricostruzione degli agenti del Commissariato di P.S. Prati, il 36enne avrebbe prenotato telefonicamente un massaggio e, una volta raggiunto il centro, avrebbe minacciato la donna con un taglierino, costringendola a restare chiusa in una stanza per ottenere una prestazione sessuale.

Durante l’aggressione, l’uomo avrebbe anche preteso del denaro, accompagnando le minacce con violenze fisiche. Di fronte al rifiuto della vittima, si sarebbe allontanato dopo averle sottratto il cellulare.

Venti giorni dopo, il copione si sarebbe ripetuto. Riconosciuto dalla donna soltanto dopo essere entrato nella stanza dei massaggi, l’uomo l’avrebbe afferrata per i capelli e costretta a spogliarsi. La vittima, fingendo di assecondare le sue richieste, sarebbe però riuscita a liberarsi, raggiungere la strada e chiedere aiuto, mettendolo in fuga.

Durante quei momenti concitati, il 36enne avrebbe perso il proprio telefono all’interno della struttura. La traccia dell’apparecchio, insieme alle dichiarazioni rese dalla donna e ai riscontri raccolti dagli investigatori, ha contribuito a delineare il quadro indiziario alla base dell’ordinanza firmata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma.

L’uomo, già noto alle Forze dell’ordine per reati analoghi, è stato quindi condotto in carcere per i reati contestati.