IL PROGRAMMA

Roma, presentata la Mappa della Città Educante 2026/2027

La nuova edizione propone 342 attività gratuite per gli istituti e sperimenta trasporti senza costi verso i luoghi dei progetti.

Roma, presentata la Mappa della Città Educante 2026/2027

Roma Capitale ha illustrato la Mappa della Città Educante 2026/2027, il programma che mette a disposizione delle scuole 342 progetti gratuiti realizzati da 36 istituzioni. La presentazione si è tenuta all’Università Roma Tre, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessora Claudia Pratelli e di esponenti del settore educativo e culturale.

Le proposte spaziano tra arte, scienza, ambiente, salute, tecnologia e memoria, con l’obiettivo di ampliare e rendere più ricca l’esperienza scolastica. La novità principale di questa edizione riguarda la sperimentazione di trasporti gratuiti verso le sedi delle attività: sarà garantita almeno una corsa mensile in ogni municipio e due nei territori più popolosi.

Il progetto mira a consolidare il rapporto tra scuole, università e istituzioni, offrendo a tutti gli studenti occasioni di crescita educativa e culturale, senza differenze legate alle condizioni economiche.

“La Mappa della Città Educante rappresenta concretamente l’idea di una città che considera l’educazione una responsabilità condivisa”, ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il primo cittadino ha sottolineato la crescita della rete composta da scuole, università, istituzioni culturali, enti di ricerca e realtà pubbliche, che mettono gratuitamente a disposizione dei giovani conoscenze ed esperienze. Gualtieri ha definito l’iniziativa un investimento sulla scuola e sul futuro della Capitale, ringraziando l’assessora Pratelli, l’Università Roma Tre, le istituzioni aderenti e il mondo scolastico.

“Le trecentocinquanta persone presenti raccontano meglio di qualsiasi slogan che intorno alla scuola esiste una città pronta a partecipare”, ha affermato l’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro Claudia Pratelli. Secondo l’assessora, la Mappa è cresciuta insieme alla collaborazione tra scuole, università, cultura, ricerca e servizi, sulla base dell’idea che l’educazione non debba restare confinata negli edifici scolastici e che le opportunità non possano dipendere dal reddito o dalla famiglia di origine.

Pratelli ha infine ribadito che Roma deve diventare uno spazio educante, soprattutto in una fase in cui una nuova generazione chiede spazio, futuro e possibilità. A queste richieste, ha concluso, occorre rispondere aumentando le opportunità e non restringendo gli spazi.