Dodici ore di mobilitazione, migliaia di persone in strada e una giornata partita senza incidenti, ma terminata tra scontri, incendi e interventi delle forze dell’ordine. È questo il bilancio dello sciopero generale che ieri ha attraversato il centro di Roma, provocando disagi e paralizzando diverse aree della città. Otto persone sono state fermate, mentre circa 350 manifestanti sono stati identificati.
La protesta, promossa da studenti e lavoratori, era iniziata con cortei dedicati ai temi della guerra, del carovita e delle politiche del Governo. Per gran parte della mattinata e delle prime ore del pomeriggio la manifestazione si è svolta pacificamente, ma la situazione è degenerata dopo il passaggio nei pressi del Colosseo.
Intorno alle 15.30, un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto si è separato dal corteo principale, dirigendosi verso il Celio. In via Claudia sono state realizzate barricate utilizzando cassonetti e arredi urbani, alcuni dei quali incendiati. Contro le forze dell’ordine sono stati lanciati sassi, bottiglie, petardi e bombe carta. È stato preso di mira anche il cantiere della Metro C.
La polizia ha risposto con cariche di contenimento e lacrimogeni, riuscendo a disperdere il gruppo. Nel frattempo, una parte degli studenti ha continuato la protesta in modo pacifico, organizzando un accampamento con tende lungo via dei Fori Imperiali.
Nel tardo pomeriggio la tensione si è spostata tra Trastevere e Testaccio. Un corteo composto da circa duemila persone ha raggiunto il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, per poi muoversi verso il centro storico. Tra gli obiettivi indicati dai manifestanti c’erano le sedi istituzionali, da Palazzo Chigi a Montecitorio.
La Questura ha predisposto blocchi agli accessi dei ponti sul Tevere per impedire il passaggio della manifestazione. I primi momenti di tensione si sono verificati a Ponte Sisto, dove contro gli agenti in assetto antisommossa sono state lanciate uova e bottiglie. Presidiati anche Ponte Garibaldi e gli accessi all’Isola Tiberina.
Gli scontri sono proseguiti nella zona di Testaccio, tra il lungotevere e piazza dell’Emporio. I manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno utilizzato gli idranti per disperdere il corteo e liberare le strade. Gli ultimi episodi di tensione si sono registrati a piazza Albania, dove la protesta si è gradualmente conclusa.
Il bilancio provvisorio è di otto persone fermate per gli incidenti, mentre le identificazioni hanno già riguardato circa 350 manifestanti. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza e le riprese realizzate durante gli scontri per individuare i responsabili dei danneggiamenti.
Non sono mancate le polemiche. Gli organizzatori hanno criticato le modalità di intervento delle forze dell’ordine, denunciando il ricorso al cosiddetto kettling, una tecnica di contenimento che prevede l’accerchiamento dei manifestanti e ne impedisce temporaneamente l’allontanamento.
La giornata ha avuto pesanti conseguenze sulla viabilità e sulla circolazione nel centro della Capitale. Gli organizzatori hanno già annunciato nuove iniziative di protesta per i prossimi giorni.