Prosegue il reperimento di soluzioni abitative temporanee per gli ex occupanti di Spin Time, l’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, all’Esquilino, sgomberato dopo il principio d’incendio verificatosi nella notte tra il 30 e il 31 luglio.
Finora sono 120 le persone alle quali è stato assegnato un alloggio provvisorio, grazie al confronto tra Roma Capitale e lo sportello di tutela sociale di Spin Time. Nella ricerca è stata data precedenza ai nuclei considerati più fragili.
Gli attivisti, tuttavia, ritengono che alcune delle sistemazioni individuate possano frammentare la comunità. La maggior parte degli ex occupanti, spiegano, è stata trasferita lontano dall’Esquilino, nonostante la richiesta di conservare i legami con il quartiere e assicurare ai bambini la continuità scolastica.
Delle sette strutture finora individuate, tre si trovano oltre il Grande raccordo anulare. Secondo i dati diffusi dalla comunità, sulle prime 81 persone ricollocate, 35 sono state ospitate all’hotel Cassia, nella zona della Storta.
Altre sei persone sono state trasferite a Castel Fusano e due all’Infernetto, nel X Municipio. Circa 16 persone, invece, hanno trovato posto in una struttura di Rebibbia.
Tra le ulteriori soluzioni disponibili figurano una struttura del Vaticano in via Gregorio VII, che accoglie 20 persone, un alloggio della Caritas a Santa Giacinta, destinato a una persona, e una casa di riposo, dove ne è stata trasferita un’altra.
Nel frattempo, come riferiscono gli attivisti, in via Santa Croce in Gerusalemme restano circa 150 persone, tra cui bambini e anziani, costrette a dormire all’esterno dell’edificio.
È previsto per domani pomeriggio un nuovo incontro in Campidoglio tra i responsabili di Spin Time e gli assessori capitolini alle Politiche abitative, Tobia Zevi, e alle Politiche sociali, Barbara Funari.