Il progetto per il risanamento ambientale del Tevere entra nella fase operativa, con un programma destinato a migliorare in modo strutturale la qualità delle acque e le condizioni dell’intero sistema fluviale. L’obiettivo è restituire a Roma un fiume più pulito e vivibile e rendere possibile, entro il 2032, la balneazione in alcune aree.
In Campidoglio si è riunito, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, il Tavolo tecnico interistituzionale che coinvolge amministrazioni, enti e istituzioni scientifiche impegnati nel progetto. Alla riunione hanno partecipato l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, l’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, Giuseppe Travia per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Giorgio Pineschi per la Regione Lazio, Francesco Nazzaro e Paola Camuccio per la Città Metropolitana, i sindaci di Guidonia Montecelio e Tivoli, Mauro Lombardo e Marco Innocenzi, l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, il presidente esecutivo di Acea Alessandro Rivera e il presidente di Acea Ato2 Marco Salis.
Erano inoltre presenti la coordinatrice scientifica del Tavolo, Agostina Chiavola dell’Università Sapienza, e i rappresentanti di Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, ARPA Lazio e Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale.
Insediato lo scorso gennaio, il Tavolo ha esaminato il lavoro svolto dai gruppi tecnici e definito il calendario delle prossime attività. Nel 2027 saranno eseguiti pianificazione, rilievi, censimento degli scarichi, realizzazione della rete di monitoraggio e modellazione idraulica. Tra il 2028 e il 2031 verranno realizzati gli interventi di risanamento; dal 2031 partirà l’attivazione progressiva delle aree pilota.
Le opere sono considerate essenziali per migliorare le condizioni ambientali del Tevere e raggiungere i livelli di qualità dell’acqua necessari alla balneabilità. Il programma complessivo richiede investimenti stimati in circa 400 milioni di euro. Di questi, 130 milioni sono già disponibili: 90 milioni attraverso il Servizio Idrico Integrato di Acea, 20 milioni stanziati da Roma Capitale per il Masterplan del Parco Fluviale Lineare e altri 10 milioni messi a disposizione dall’Amministrazione con l’ultimo assestamento di bilancio.
Al finanziamento si aggiungono 4,8 milioni destinati dalla Regione Lazio al Piano per la sicurezza idraulica del Tevere e 5,2 milioni per il Contratto di Fiume dell’Aniene.
Il passaggio alla fase operativa è il risultato del percorso avviato da Roma Capitale insieme ad Acea, capofila operativo e gestore del Servizio Idrico Integrato. L’azienda coordinerà le attività tecniche e gli interventi, integrando analisi e monitoraggio. Dopo il Contratto Quadro sottoscritto a luglio, ad agosto la Giunta ha approvato la memoria “Verso un Tevere Balneabile”, dando mandato agli uffici capitolini di avviare le attività necessarie.
Il progetto riguarda soprattutto il tratto urbano compreso tra Ponte Milvio e Ponte dell’Industria e prevede l’analisi degli scarichi, il controllo della qualità delle acque e la progettazione delle opere. Il piano si collega agli interventi già in corso sulle reti e sui collettori in diversi quadranti della città, tra cui Tiburtina e Prato Lungo, con effetti diretti sulla qualità delle acque del Tevere e dell’Aniene.
Un ruolo centrale sarà svolto dal monitoraggio scientifico e dalla condivisione dei dati. Attraverso la piattaforma SIITA della Città Metropolitana, il Sistema Informativo Integrato Tevere-Aniene, le informazioni di ISS, ISPRA, Regione Lazio e ARPA Lazio confluiranno in un unico sistema. Sarà così possibile seguire l’evoluzione della qualità delle acque e verificare l’efficacia degli interventi; i dati saranno accessibili anche ai cittadini.
Il sindaco Gualtieri ha definito il risanamento il cuore del progetto, sottolineando che intervenire sulle cause dell’inquinamento consentirà di restituire alla città un Tevere più pulito e sempre più parte della vita quotidiana, fino alla possibile balneazione nel 2032. Il percorso, ha aggiunto, sarà condotto sulla base dei dati scientifici e attraverso la collaborazione tra Acea, istituzioni ed enti di ricerca.
Per Sabrina Alfonsi, il cronoprogramma rappresenta un passaggio decisivo per la rinaturalizzazione del patrimonio ambientale e culturale del fiume. Roma Capitale sta lavorando all’inserimento di nuove azioni nei Contratti di fiume Tevere e Aniene, dopo la realizzazione dei parchi fluviali, includendo balneabilità, pianificazione, rilievi, censimento degli scarichi e accessibilità al fiume, anche valorizzando il contributo dei cittadini al monitoraggio dell’Aniene.
Fabrizio Palermo ha evidenziato il valore del progetto per Roma e per l’intero sistema ambientale ed economico del Lazio. Acea, ha spiegato, metterà a disposizione la propria capacità industriale e gli investimenti già realizzati per migliorare la gestione della qualità delle acque fluviali. Le ricadute, secondo l’amministratore delegato, interesseranno il Tevere, la capitale e le coste laziali, con benefici sociali ed economici.