Politiche Ue

Sberna: coesione per isole e coste, no ai rincari dell’ETS

La vicepresidente del Parlamento europeo chiede sostegni per isole, coste e pesca e contesta l’impatto dell’ETS sui collegamenti marittimi.

Sberna: coesione per isole e coste, no ai rincari dell’ETS

Le isole e le comunità costiere devono essere incluse nelle strategie dell’Unione europea e nei prossimi Piani nazionali e regionali di partenariato, con risorse adeguate per compensare i maggiori costi dell’insularità, affrontare l’adattamento climatico e proteggere le economie locali.

È la posizione espressa da Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di FdI-ECR, componente della commissione REGI, intervenuta a Strasburgo sul tema delle strategie dell’Ue per isole, comunità costiere e regioni ultraperiferiche. La dichiarazione è stata rilasciata giovedì 8 ottobre 2026.

Sberna sottolinea che, dopo anni di richieste, isole e comunità costiere dispongono oggi di strategie dedicate, attribuendo al vicepresidente Fitto il merito di averle costruite a partire dalle esigenze dei territori. Secondo l’eurodeputata, chi vive sulle isole sostiene costi più elevati per trasporti, energia e servizi.

In questo quadro, l’analisi sul costo dell’insularità annunciata dalla Commissione europea dovrebbe offrire dati utili a quantificare le spese aggiuntive sostenute dalle popolazioni insulari. Per Sberna, l’impegno deve tradursi in finanziamenti nel prossimo bilancio dell’Ue e nei Piani nazionali e regionali di partenariato.

Attenzione viene chiesta anche per le coste, abitate da 95 milioni di europei. Sono territori che durante l’estate registrano un forte afflusso e nei mesi invernali si spopolano, mentre i giovani partono e le comunità affrontano per prime l’erosione e gli eventi meteorologici estremi.

La vicepresidente del Parlamento europeo propone quindi di destinare risorse all’adattamento climatico e di assumere il "Right to stay" come obiettivo delle politiche europee. La diversificazione delle economie costiere viene considerata positiva, ma la pesca, osserva Sberna, deve restare centrale perché rappresenta lavoro, identità e sicurezza alimentare.

Nel suo intervento, Sberna evidenzia però una contraddizione tra le politiche di coesione e gli effetti dell’ETS marittimo sui territori insulari e costieri. Da un lato l’Ue sostiene queste aree, dall’altro il sistema fa aumentare il costo dei traghetti e delle merci, in una fase in cui carburanti ed energia sono già più cari.

La revisione della direttiva prevede l’esenzione fino al 2035 per i collegamenti con le isole minori, ma non comprende quelle più grandi, tra cui Sicilia e Sardegna. Per chi vive su un’isola, rileva Sberna, il traghetto è spesso l’unico collegamento disponibile e l’aumento dei costi finisce per gravare direttamente sui residenti.

La vicepresidente chiede infine un lavoro comune del Parlamento europeo sulle norme relative all’ETS, così da evitare che i maggiori oneri del trasporto marittimo ricadano sulle popolazioni che dipendono dai traghetti.