Assise nazionale

Meritocrazia Italia, Mauriello: «L’Italia non ha bisogno di divisioni»

A Roma l’ottavo congresso di Meritocrazia Italia: al centro l’agenda UTILE, tra uguaglianza, trasparenza, istruzione, lavoro ed economia.

Meritocrazia Italia, Mauriello: «L’Italia non ha bisogno di divisioni»

Si è aperto oggi, venerdì 16 ottobre 2026, al Teatro Quirino di Roma, l’ottavo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia. Il tema dell’assise è “L’agenda politica del merito”, accompagnato dall’acronimo UTILE: Uguaglianza, Trasparenza, Istruzione, Lavoro ed Economia.

I lavori sono iniziati con la lettura del messaggio inviato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni alla platea del movimento. La prima sessione, “La cultura politica: oltre la tecnocrazia, oltre il populismo”, è stata moderata dal giornalista Rai Daniele Rotondo. La conferenza d’apertura è stata invece condotta da Saverio Montingelli, giornalista Rai e responsabile dell’Ufficio Stampa dell’organizzazione.

Il quadro internazionale

In collegamento da remoto, il Rappresentante speciale dell’Unione europea nel Golfo Luigi Di Maio ha analizzato gli scenari geopolitici. Ha definito la crisi nell’area del Golfo la seconda, per rilevanza, dopo quella ucraina, spiegando che da sette mesi i Paesi della regione subiscono attacchi dall’Iran e dai suoi proxy. Di Maio ha riferito di aver portato nelle capitali del Golfo la solidarietà dell’Unione europea e ha sottolineato la necessità di rafforzare le partnership per favorire la fine dei conflitti.

Secondo Di Maio, esiste una forte domanda di Europa e di Italia, ma occorre decidere se soddisfarla. L’Europa dovrebbe contribuire a una nuova equazione di sicurezza in Medio Oriente, includendo tutti i Paesi della regione, Israele e Iran. Il blocco dei due stretti sta rendendo necessarie rotte commerciali alternative verso est e verso ovest. Per il rappresentante europeo servono una politica estera comune, una difesa europea e imprese capaci di competere a livello continentale, valorizzando il mercato unico e la libertà di movimento.

Gli interventi istituzionali

Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha rivendicato la realizzazione, da parte del Governo, del progetto autonomista originario della Lega, con maggiori responsabilità per i territori. Ha inoltre citato la riduzione del 45% della durata dei processi civili e del 33% di quella dei procedimenti penali. Ostellari ha ricordato anche lo stanziamento di 280 milioni di euro per il recupero delle persone detenute, osservando che il 98% di chi si forma durante l’esecuzione della pena non torna a delinquere.

In un contributo registrato, il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha collegato l’idea di utilità ai cinque temi dell’agenda UTILE. Ha parlato della necessità di una cultura politica capace di unire merito, equità e pari opportunità, ponendo al centro l’interesse dei cittadini e la costruzione di reti. Secondo il ministro, la politica ha bisogno di movimenti in grado di sostenere la cittadinanza attiva.

Il confronto su merito e partecipazione

Alessandro Serrao, consigliere responsabile della struttura attuativa ed esecutiva di Meritocrazia Italia, ha spiegato che il governo del merito consiste in una comunità di cittadini impegnati per il bene comune. I cinque elementi dell’acronimo UTILE, ha detto, sono interdipendenti e possono sostenere una società nella quale l’uguaglianza sia il risultato di una scelta politica. Serrao ha inoltre richiamato il valore del dialogo e della cooperazione, in alternativa alla competizione finalizzata soltanto a prevalere sull’altro.

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, intervenuto a distanza, ha contestato l’idea che la politica possa essere esercitata soltanto nei salotti. Ha criticato il perbenismo sociale e sostenuto la necessità di un impegno diretto, tornando a ipotizzare un sistema proporzionale puro. A suo giudizio, l’attuale legge elettorale impone le coalizioni e rende inevitabili i compromessi, in un Paese segnato da conflittualità e involuzione. Borrelli ha stimato al 20% il peso della meritocrazia nella politica.

La segretaria nazionale Isabella Aurillo ha illustrato le proposte operative del movimento, ricordando il lavoro svolto su istruzione, tutela dei minori nell’uso dei social e valorizzazione del talento. Tra le idee indicate figurano l’istituzione di un’Agenzia delle Uscite accanto a quella delle Entrate, per proteggere chi vanta crediti verso la Pubblica amministrazione, e una nuova impostazione del diritto all’abitare. Aurillo ha inoltre richiamato il dibattito sull’intelligenza artificiale, affrontato dal movimento da tre anni: la tecnologia, ha spiegato, deve migliorare la vita senza trasformare le persone in suoi strumenti. Le scelte sul futuro non possono essere affidate a una macchina o a un algoritmo.

Per la maggioranza è intervenuto il deputato Raffaele Nevi, che ha rilevato una convergenza di valori tra Forza Italia e Meritocrazia Italia. Nevi ha sostenuto che l’Italia potrà crescere soltanto diventando più meritocratica, a partire dai servizi pubblici e dalla selezione della classe dirigente. La politica, ha aggiunto, deve essere affrontata con umiltà e senza scorciatoie: chi non dimostra di meritare un ruolo è destinato a non proseguire.

L’ex parlamentare Luciano Nobili ha definito il merito una leva di emancipazione e di riduzione delle disuguaglianze, soprattutto se accompagnato dall’equità. Ha ricordato che in Italia il percorso sociale resta spesso legato alla famiglia di origine e che 190mila giovani hanno lasciato il Paese negli ultimi due anni, attratti all’estero da retribuzioni e opportunità migliori.

La senatrice Elisa Pirro ha invitato a riflettere sui criteri con cui viene definito il merito, sottolineando che uguaglianza ed equità non coincidono sempre. Ha evidenziato le difficoltà dei giovani italiani, spesso costretti ad accettare qualsiasi impiego in nome dell’esperienza, mentre gli stipendi risultano fermi da 36 anni.

Alessia Fachechi, responsabile nazionale di Meritocrazia Italia, ha indicato nella rabbia sociale, alimentata dall’odio, un nuovo pericolo per la società. Dopo lo scetticismo iniziale che aveva accompagnato la nascita del movimento, ha spiegato, la sfida è superare sia il populismo sia la tecnocrazia attraverso una democrazia fondata sulle competenze. Anche l’intelligenza artificiale, ha osservato, non è populista in sé: dipende dall’uso che le persone scelgono di farne.

Piercamillo Falasca ha sostenuto che la sintesi politica debba essere ricercata nella dimensione europea. Ha criticato le coalizioni costruite soltanto per vincere e l’attuale bipolarismo, invitando a partire dai programmi di governo. Nel contesto internazionale segnato dalla guerra, ha aggiunto, l’Italia deve chiarire quale ruolo intenda svolgere nella pace e nella sicurezza future. Falasca ha quindi chiesto il coraggio di avanzare proposte sul merito anche quando risultano divisive.

Il Capo di Gabinetto di Meritocrazia Italia, Paolo Patrizio, ha definito il merito lo strumento attraverso cui l’impegno può essere riconosciuto, collegandolo alla responsabilità e all’articolo 3 della Costituzione, che richiama la rimozione degli ostacoli alle pari opportunità. La politica, secondo Patrizio, deve compiere scelte corrette e giuste, ascoltare il disagio senza banalizzarlo e tornare a essere un servizio, non un privilegio.

L’esponente civico Giuseppe De Mita ha sottolineato che il merito necessita di un contesto concreto per potersi affermare. Ha quindi invitato a superare le ipocrisie e a riconoscere che l’attuale legge elettorale spinge a creare alleanze per vincere, non necessariamente per governare. Coalizioni composte da soggetti diversi, ha osservato, possono determinare il successo elettorale ma non garantiscono il merito.

La conclusione di Mauriello

A chiudere la prima sessione congressuale è stato il presidente nazionale Walter Mauriello. Ha detto di rammaricarsi del fatto che Meritocrazia Italia non sia ancora al centro delle istituzioni, sostenendo che la politica abbia bisogno di persone capaci di uscire dal “castello dorato”. Mauriello ha criticato la riduzione del numero dei parlamentari, ritenuta penalizzante per la partecipazione dei cittadini, e la legge elettorale con capilista bloccati, considerata sfavorevole ai gruppi più piccoli.

Fare politica, ha affermato Mauriello, significa rappresentare una parte del popolo, senza definire con disprezzo “cespugli” i raggruppamenti minori. Il presidente ha quindi auspicato una politica moderata, capace di dialogare e integrare, ribadendo che in Italia non deve rafforzarsi una politica divisiva.

Meritocrazia Italia è un’associazione culturale nata con l’obiettivo di costruire un progetto aggregativo basato su merito, formazione, equità e impegno sociale e ambientale. Il movimento considera meritevoli le persone che svolgono il proprio lavoro con onestà e rifiutano l’odio verso gli altri come risposta ai fallimenti. Nel tempo ha creato coordinamenti in tutte le Regioni, pubblicato testi di approfondimento, depositato proposte di legge e coinvolto cittadini nell’elaborazione di soluzioni condivise per la gestione della cosa pubblica.