Si è svolta venerdì 16 ottobre 2026, al Teatro Quirino di Roma, la seconda sessione dell’ottavo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia, intitolato “L’agenda politica del merito”. Al centro dei lavori, uguaglianza, occupazione e prospettive economiche.
Il confronto, moderato dal giornalista Daniele Rotondo con il titolo “Il valore delle energie: lavoro, ambiente, diplomazia”, è stato aperto da Nicola Russo, magistrato della Corte d’Appello di Napoli, che ha richiamato il rispetto delle garanzie fondamentali. Secondo Russo, un governo che non tutela i diritti non tutela nemmeno il diritto: il potere deve confrontarsi con i limiti imposti dal riconoscimento concreto dei diritti individuali. La giustizia, ha aggiunto, deve rimanere estranea agli obiettivi politici e al bene collettivo, concentrandosi sulla tutela della persona, anche nel quadro internazionale e alla luce delle sanzioni contro la Corte penale internazionale adottate dall’attuale amministrazione americana.
Carlo Verdone, presidente e fondatore di Federitaly, ha evidenziato le lacune normative nella protezione delle produzioni nazionali. L’organizzazione rappresenta circa 8mila imprese e dispone di presidi in Italia e in altri 24 Paesi. Per Verdone, il Made in Italy è il principale asset strategico del Paese, ma non è adeguatamente regolamentato: il solo articolo 60 del Codice doganale, che individua l’origine del prodotto, non valorizza competenze, tradizioni e sapere accumulati nei secoli. Da qui la proposta di costruire un movimento di pensiero a tutela dell’identità produttiva italiana.
Collegata da remoto, l’economista Valeria Fazio ha parlato di commercio estero e attrazione degli investimenti. Le esportazioni italiane valgono 7,9 miliardi di euro verso gli Emirati e 13 miliardi verso l’Arabia, per un totale vicino ai 20 miliardi. Per rafforzare i rapporti, ha spiegato, servono strategie condivise e non basta ritenersi i migliori nel fare impresa. Il Medio Oriente, grazie alla velocità con cui si muovono i capitali, può rappresentare un’opportunità per l’Italia. Fazio ha inoltre sottolineato l’importanza di investire nell’imprenditorialità e nella formazione dei giovani, affrontando il futuro con coraggio.
La vicepresidente di Meritocrazia Italia, Manuela Lampitella, ha posto l’accento sulla precarietà del lavoro e sugli effetti dell’innovazione tecnologica. Sono 2,4 milioni i lavoratori poveri e 5,4 milioni le persone in povertà assoluta, ha ricordato, sottolineando che il lavoro non può essere considerato soltanto una fonte di reddito, ma uno strumento di partecipazione alla vita economica del Paese. L’intelligenza artificiale rischia di trasformare l’innovazione in sostituzione: servono quindi limiti e un contesto sociale capace di accompagnare il cambiamento.
Sul tema dell’energia è intervenuto Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente del Senato, favorevole alle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica e al nucleare di quarta generazione, non a quello di terza. Secondo Santillo, l’80% dei consumi domestici serve a riscaldare o raffrescare gli ambienti e il 60% di questa quota viene disperso. La tecnologia, ha osservato, sta però avanzando, come dimostra lo sviluppo dei pannelli verticali. Entro il 2030 l’energia consumata in Europa dovrà essere inferiore del 16% rispetto al 2020: l’obiettivo indicato è fare dell’Italia un hub delle rinnovabili.
Marouan El Mansoub, presidente dell’Organismo dell’industria e del commercio del Marocco in Italia, ha definito i due Paesi partner strategici. Il Marocco, secondo l’indice SACE, è particolarmente attrattivo per gli investimenti in Africa e può offrire accesso anche ai mercati subsahariani. L’organismo sostiene sia l’import sia l’export, promuovendo le imprese interessate a portare i propri prodotti oltre i confini nazionali.
Raffaele Picaro, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Luigi Vanvitelli, ha affrontato il tema della valutazione nella pubblica amministrazione. L’Organismo indipendente di valutazione analizza anche le prestazioni dello Stato, ma in Italia permane una difficoltà a misurarsi con il merito. Picaro ha ricordato che la Corte dei conti, nel 2022, definì fittizi gli obiettivi assegnati ai dirigenti e ha sottolineato che la valutazione non deve servire soltanto a sanzionare, ma anche a premiare. Gli effetti della riforma promossa l’anno scorso da Zangrillo restano da verificare.
Il sociologo e sondaggista Renato Mannheimer ha presentato una ricerca sulla percezione del merito. Solo il 34% degli intervistati ritiene che venga riconosciuto in famiglia, mentre le percentuali scendono al 13% nella scuola, al 9% nel lavoro, al 7% nella società e al 6% nella politica. Per il 64% degli italiani l’equità consiste in pari opportunità di partenza e ricompense commisurate al merito; il 18% la interpreta come redistribuzione equa delle risorse e un altro 18% mantiene una posizione neutra. Tra i valori ritenuti più importanti figurano trasparenza, 39%; legalità, 27%; responsabilità, 16%; formazione, 11%; innovazione, 7%.
La prospettiva dell’artigianato e dell’amministrazione locale è stata portata da Massimo Lauro, falegname e amministratore a Castel di Tora. Il suo lavoro, ha spiegato, consente una vita dignitosa pur senza orari definiti. Lauro, già assessore a Salina per quasi dieci anni e consigliere comunale da due legislature, ha richiamato l’attenzione sulle esigenze dei piccoli centri e sul dovere di ciascuno di contribuire alla comunità. Castel di Tora è uno dei Borghi più belli d’Italia.
Il saggista Diego Fusaro ha proposto una lettura critica delle trasformazioni del lavoro e della società. A suo giudizio, le conquiste sociali legate all’occupazione si sono spesso rovesciate nel loro contrario dopo il cambiamento dello scenario mondiale seguito al 1989, lasciando spazio agli interessi dei grandi gruppi. Fusaro ha criticato anche l’idea che la green economy possa risolvere da sola le contraddizioni del mercato e ha indicato nel merito una possibile base per la rinascita del Paese.
Massimiliano Tacconelli, dirigente di Walter Tosto SpA, ha sottolineato che accanto al contributo del nucleare servono formazione e lavoro qualificato. L’azienda conta su una squadra di 1.400 persone distribuite nel mondo, con un’età media compresa tra 35 e 40 anni. La questione centrale, ha osservato, è capire come incentivare le nuove generazioni a lavorare in Italia.
Giuseppe Tango, rappresentante dell’Associazione nazionale magistrati, ha ribadito il valore della fiducia nella giustizia. La magistratura, ha detto, si fonda su conoscenza giuridica, competenza e uguaglianza di accesso. Nel caso di un imprenditore vittima di estorsione, la decisione di denunciare dipende anche dalla fiducia nelle istituzioni. Per questo, ha sostenuto, la magistratura deve agire con la massima trasparenza.
L’economista della Bocconi Maurizio Dallocchio ha definito l’intelligenza artificiale un’opportunità più che una minaccia concreta. Gli studenti temono di perdere il proprio ruolo, ma finora, ha rilevato, non si è verificata una perdita di posti di lavoro riconducibile alla tecnologia: le persone continuano a essere il centro del sistema.
La parlamentare Valentina D’Orso ha affrontato il divario di genere nelle professioni. Nel settore forense, ha spiegato, le cancellazioni dagli albi superano i nuovi ingressi e riguardano soprattutto le donne, penalizzate dal gender gap e dalla difficoltà di conciliare la professione con il lavoro di cura. La disparità rappresenta così un ostacolo al pieno riconoscimento del merito.
Serena Sammarco, responsabile dell’organizzazione di Meritocrazia Italia, ha analizzato le tensioni geopolitiche e il ruolo della diplomazia. Il 2026, ha osservato, non ha modificato il quadro dei conflitti e nelle ultime ore sono emerse tensioni anche in Arabia Saudita. Le crisi contemporanee nascono da una pluralità di fattori, inclusi quelli economici, mentre la società appare immersa in una sorta di anestesia percettiva. Sammarco ha richiamato il rispetto del diritto internazionale, la pace come vocazione istituzionale e la responsabilità degli Stati, citando anche il possibile ingresso del Montenegro nell’Unione europea.
Antonio Porto, sindacalista e rappresentante dell’Organizzazione sindacale autonoma di polizia, ha posto al centro la tutela degli operatori della sicurezza. Il cittadino, ha affermato, è il loro unico datore di lavoro e la repressione non basta a garantire sicurezza: occorre soprattutto prevenire il crimine. I poliziotti, prima di essere tali, sono cittadini e devono quindi essere tutelati nella loro dignità.
Il congresso si è concluso con gli interventi di Luigi Bartolomeo Terzo, presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati, che ha ribadito la centralità delle persone rispetto alla tecnologia, e del presidente nazionale Walter Mauriello.