Giorgia Meloni ha ragione: l’Unione europea non può mettere in difficoltà chi investe e produce imponendo costi e vincoli insostenibili. A sostenerlo è Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia, co-presidente del gruppo ECR al Parlamento europeo e responsabile Ambiente ed Energia del partito.
Secondo Procaccini, esiste il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione. Il nuovo bilancio europeo prevede infatti la sottrazione agli Stati nazionali del 30% delle entrate derivanti dal sistema ETS, mentre la maggioranza Ursula al Parlamento europeo punta a trasferire all’Unione anche il 75% di tali risorse.
Per l’europarlamentare, questa combinazione finirebbe per aggravare la pressione su imprese e famiglie già alle prese con il caro energia. Una scelta che, sostiene, penalizzerebbe ulteriormente il sistema produttivo nazionale.
Procaccini richiama anche le parole del presidente Orsini, sottolineando che la transizione verde deve risultare sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche su quello economico e sociale.
«Servono regole realistiche, reciprocità negli oneri ambientali rispetto ai concorrenti internazionali e risorse che tornino a beneficio di chi produce e dei cittadini», conclude l’esponente di Fratelli d’Italia.