Meritocrazia Italia, con il presidente Walter Mauriello, organizza a Roma l’VIII Congresso nazionale, intitolato “L’Agenda politica del Merito U.T.I.L.E.”. L’appuntamento è previsto venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026 nelle sedi del Teatro Quirino e del Teatro Rossini.
Il congresso sarà un’occasione di elaborazione culturale e progettuale per il movimento, chiamato a confrontarsi sui principali temi dello sviluppo del Paese insieme a rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, operatori economici e professionisti.
Gli organizzatori descrivono l’iniziativa come uno spazio aperto a sensibilità sociali differenti, non riconducibile a un’appartenenza partitica. L’obiettivo è favorire il dialogo tra idee ed esperienze diverse, accomunate dalla volontà di fare del merito un criterio centrale nelle scelte pubbliche e private, per una società più giusta, efficiente e inclusiva.
L’acronimo U.T.I.L.E. identifica i cinque ambiti intorno ai quali saranno organizzate le sessioni di approfondimento: Uguaglianza, Trasparenza, Istruzione, Lavoro ed Economia.
Nel corso dei lavori, i dirigenti di Meritocrazia Italia e gli ospiti discuteranno il rapporto tra partecipazione democratica, competenze tecniche e rappresentanza politica. Tra gli argomenti anche i cambiamenti nei comparti dell’energia, dell’ambiente e della produzione industriale.
Una particolare attenzione sarà rivolta alle nuove generazioni, con l’intento di promuovere percorsi fondati sul talento e sulla responsabilità individuale all’interno della comunità.
La linea programmatica del movimento, spiegano i rappresentanti, considera il benessere collettivo come qualcosa che non può essere valutato soltanto attraverso gli indicatori economici. Al centro vengono posti anche la qualità delle relazioni sociali, l’accesso alle opportunità, il cittadino, il lavoro e la responsabilità sociale.
I lavori nella Capitale si concluderanno con la votazione e l’approvazione delle mozioni congressuali, destinate a raccogliere gli indirizzi e le proposte operative elaborati da Meritocrazia Italia.
La dirigenza del movimento guarda quindi a due giornate di ascolto, riflessione e progettazione condivisa, ribadendo che il futuro non può essere costruito con slogan o scorciatoie, ma attraverso impegno quotidiano, competenza e capacità di immaginare un’Italia più equa, libera e fondata sul merito. In chiusura, il richiamo: “Stop war”.