Modello italiano

Procaccini: «L’accordo Italia-Albania è il modello dell’Ue»

L’europarlamentare e co-presidente dei Conservatori Ue sostiene che l’intesa con l’Albania abbia aperto la strada ai centri per i rimpatri nei Paesi terzi.

Procaccini: «L’accordo Italia-Albania è il modello dell’Ue»

«L’Europa sta comprendendo oggi ciò che Giorgia Meloni aveva intuito anni fa: per affrontare l’immigrazione illegale non è sufficiente gestire gli arrivi, ma occorre intervenire anche al di fuori dei confini dell’Unione europea».

Lo afferma Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo, citando il lavoro avviato da Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia. Paesi guidati da forze politiche diverse, dai socialisti ai popolari, stanno infatti valutando la creazione di hub e centri per i rimpatri in Paesi terzi.

Secondo Procaccini, questa è la stessa direzione indicata per prima dall’Italia con il protocollo e l’hub realizzati in Albania. Quello che inizialmente veniva considerato un esperimento italiano è oggi, sostiene l’europarlamentare, un tema centrale nell’agenda europea.

«Si tratta di un fatto politico che nessuno può più ignorare», aggiunge Procaccini, secondo cui il modello italiano ha contribuito a superare un tabù, proponendo strumenti nuovi per contrastare l’immigrazione illegale. Tra questi rientrano i partenariati con i Paesi terzi e la costruzione delle condizioni necessarie a rendere effettivi i rimpatri delle persone prive del diritto a rimanere.

La differenza, osserva l’europarlamentare, è tra chi si limita a subire i flussi migratori e chi cerca invece di governarli. Meloni, ricorda Procaccini, aveva indicato questa impostazione quando in Europa prevaleva ancora l’idea che la risposta principale fosse la redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri.

Oggi, conclude, anche alcuni tra i Paesi più rigorosi in materia di politiche migratorie stanno prendendo in considerazione soluzioni esterne all’Unione europea: «È la vittoria del buon senso e della realtà».