Si è conclusa venerdì 18 settembre 2026, a Roma, la due giorni internazionale dedicata ai rapporti tra musica, politica, identità e società nella Spagna liberale tra XIX e XX secolo. L’iniziativa è stata promossa in occasione del 150° anniversario della Costituzione spagnola del 1876 e del 175° anniversario della nascita del compositore Ruperto Chapí, con l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo, della Regione Lazio e di Roma Capitale.
L’appuntamento ha riunito studiosi, docenti universitari, ricercatori e rappresentanti di istituzioni culturali italiane e spagnole, chiamati a esaminare il ruolo della musica nella costruzione dell’identità nazionale, nella legittimazione del potere e nei processi di partecipazione e opposizione politica.
Il convegno è stato organizzato dalla Real Academia de España en Roma, dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre, dalla Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (EEHAR-CSIC), dalla Universidad Nacional de Educación a Distancia (UNED), dall’Associazione dei Ricercatori Spagnoli nella Repubblica Italiana (ASIERI) e dal Centro Europeo Studi Culturali (CESC).
Alla cerimonia inaugurale ha partecipato anche Alessandro Alongi, Consigliere del Municipio XII di Roma, insieme ai rappresentanti delle istituzioni promotrici. Nel suo intervento ha sottolineato il valore del dialogo tra i popoli e della cultura come strumento di conoscenza reciproca, evidenziando l’importanza delle iniziative capaci di consolidare i legami storici e culturali tra Italia e Spagna. La sua presenza ha inoltre espresso l’attenzione delle istituzioni locali verso gli scambi internazionali e la costruzione di percorsi comuni di crescita civile e sociale.
La prima giornata si è aperta con i saluti della Real Academia de España en Roma, di Óscar Anchorena, in rappresentanza della EEHAR-CSIC, di Luca Aversano, direttore del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre, di Eduardo Higueras Castañeda, docente della UNED, e di Nadia Petrus Pons, segretaria di ASIERI.
Gli agenti culturali e gli scambi tra Italia e Spagna
La sessione inaugurale, intitolata “Agenti culturali come motore di scambio” e moderata da Óscar Anchorena, ha approfondito il contributo di istituzioni e artisti alle relazioni culturali tra i due Paesi. María Luz González Peña, del CEDOA-SGAE, ha ricostruito la presenza romana di Ruperto Chapí, soffermandosi sul suo soggiorno presso l’Accademia Spagnola a Roma.
Víctor Sánchez Sánchez, della Universidad Complutense de Madrid, ha analizzato invece la permanenza romana di Tomás Bretón e il percorso di composizione dell’oratorio “L’Apocalisse”. Sara Navarro Lalanda, dell’Università degli Studi Roma Tre, ha esaminato il rapporto tra il Real Conservatorio di Musica di Madrid e la Reale Accademia di Spagna a Roma, con particolare attenzione ai criteri di selezione, assegnazione e valorizzazione dei borsisti di musica.
Musica, opposizione e resistenza politica
Nel pomeriggio, la seconda sessione, “Risonanze politiche ed espressioni di resistenza”, moderata da Sara Navarro Lalanda, ha affrontato il legame tra produzione musicale e conflitto politico. Anna Costal Fornells, dell’ESMUC, e Jordi Roca Vernet, della Universitat de Barcelona, hanno discusso il significato della Marsigliese come esperienza condivisa di critica al regime della Restaurazione.
Eduardo Higueras Castañeda ha analizzato il rapporto tra canto, repubblicanesimo e ordine pubblico nella Spagna interna tra il 1862 e il 1873. Óscar Anchorena ha invece esaminato il nesso tra musica, identità politica e mobilitazione nelle opposizioni alla monarchia liberale spagnola all’inizio del Novecento. Il confronto è stato arricchito dal contributo del discussant Simone Trecca, dell’Università degli Studi Roma Tre.
Il concerto del Coro “Giovanna Marini”
La prima giornata si è conclusa con un evento musicale aperto alla cittadinanza. Dopo la presentazione di Sandra Alós Cotronei, direttrice del Coro Inni e Canti di Lotta “Giovanna Marini”, la formazione si è esibita in concerto, traducendo in una dimensione artistica concreta le riflessioni sviluppate sul rapporto tra musica, società, politica e partecipazione.
L’esibizione ha segnato il passaggio dall’analisi accademica alla pratica performativa, ribadendo il ruolo della musica non solo come oggetto di studio, ma anche come forma viva di espressione collettiva.
Immaginari condivisi e dialoghi estetici
La seconda giornata è iniziata con la terza sessione, “Immaginari condivisi e dialoghi estetici”, moderata da Eduardo Higueras Castañeda. Matteo Giuggioli, dell’Università degli Studi Roma Tre, ha approfondito i rapporti tra Mancinelli, Puccini e la diffusione dell’opera italiana a Madrid alla fine dell’Ottocento, con riferimento all’“Edgar” in tre atti.
Andrea García Torres, della Universidad de Alicante, ha studiato le riscritture dell’opera italiana, la circolazione culturale e l’intertestualità nel “género chico”, mettendo in luce le contaminazioni tra cultura colta e cultura popolare. Juan José Pastor Comín, della Universidad de Castilla-La Mancha, ha seguito il percorso del Neoclassicismo e del Rigenerazionismo da Manuel de Falla ad Alfredo Casella e Luigi Dallapiccola.
Massimiliano Valente, dell’Università Europea di Roma, ha proposto una riflessione sulla genesi del “Canto degli italiani” di Goffredo Mameli e Michele Novaro, inserendola nel più ampio quadro storico e politico dell’Italia preunitaria. La sessione si è chiusa con l’intervento del discussant Víctor Sánchez Sánchez, della Universidad Complutense de Madrid.
La chiusura con l’Ambasciatore di Spagna
Il momento istituzionale conclusivo è stato rappresentato dalla cerimonia alla presenza di S.E. Miguel Fernández-Palacios, Ambasciatore di Spagna in Italia. Nel suo saluto ha evidenziato il valore del dialogo culturale e accademico tra Italia e Spagna, al termine di due giornate dedicate all’incontro tra ricerca, storia, musica e cultura.
Al termine della cerimonia, Alessandro Alongi e Fabio Pompei, direttore del Centro Europeo Studi Culturali, hanno consegnato all’Ambasciatore un’opera dell’artista Maupal, come segno di gratitudine per la partecipazione all’iniziativa.
La giornata è proseguita con un momento conviviale accompagnato da un intermezzo coreutico curato dalla coreografa Simona Altieri e dalle danzatrici della compagnia “Baile Clásico Español”. A chiudere l’evento, aperto a tutta la cittadinanza, è stata la visita guidata “Mi mundo no es de este reino”, a cura di Alberto Rodríguez Gorgal.
Un ponte culturale tra i due Paesi
La due giorni ha confermato il ruolo di Roma come luogo d’incontro tra culture, discipline e istituzioni, proponendo una lettura della musica come strumento capace di attraversare la storia e raccontare le trasformazioni della società.
Dalla figura di Ruperto Chapí ai rapporti tra conservatori e accademie, dalla Marsigliese ai canti repubblicani, dall’opera italiana alla cultura popolare fino al Canto degli italiani, il convegno ha mostrato come la musica, tra XIX e XX secolo, sia stata uno spazio di confronto, incontro e anche conflitto politico e sociale. L’iniziativa si è conclusa con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il dialogo tra Italia e Spagna attraverso la ricerca, la musica, l’arte e la valorizzazione del patrimonio culturale comune.