Una forte esplosione ha interrotto la tranquillità del periodo di Ferragosto a Colleferro, dove una fabbrica di munizioni è stata avvolta da un’imponente colonna di fuoco. Sull’accaduto è intervenuta Legambiente, che già lo scorso aprile aveva manifestato contro il progetto di ampliamento dell’industria bellica nella vicina Anagni.
In quell’occasione l’associazione aveva partecipato, insieme ad ACLI, ARCI, AGESCI, Azione Cattolica e Libera, alla campagna nazionale “Ecogiustizia Subito”. L’iniziativa riguardava la realizzazione di una nuova e ampia area produttiva destinata alla produzione delle basi chimiche per esplosivi alla nitroglicerina.
“Basta con le pericolosissime fabbriche di armi sui territori: lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo detto chiaramente a chi vuole realizzare un nuovo polo della filiera a pochi chilometri da Colleferro”, dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
“La fabbrica è oggi al centro delle cronache per la fragorosa esplosione. Occorre comprendere le cause dell’accaduto e mettere l’area completamente in sicurezza, eliminando ogni possibile rischio. Ma, di fronte alla richiesta di attivare un ulteriore polo produttivo di materiali chimici destinati alla composizione di esplosivi nella vicina Anagni, chiediamo che l’iter autorizzativo venga fermato e definitivamente respinto da istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti”.
Secondo Ciafani, l’area si trova alle porte della Valle del Sacco, che dovrebbe essere bonificata e orientata verso industria green e occupazione sicura. “A questo territorio va restituita la qualità ambientale perduta a causa di un modello di sviluppo che per decenni ne ha consumato le risorse, compromettendo la bellezza dei luoghi e inquinando suolo, aria e acqua del fiume”, aggiunge.
“Qui, dove il boato dell’esplosione nella fabbrica di munizioni è stato sentito con chiarezza, continuiamo a chiedere non altro inquinamento, ma qualità della vita; non nuove fabbriche di morte, bensì ecogiustizia per le persone che abitano questi territori”, conclude il presidente di Legambiente.