Aveva appena 22 anni Andrea Moretti, operaio “rocciatore” orgoglioso del proprio lavoro e impegnato nella realizzazione della nuova illuminazione del Colosseo. Un giovane, ma già molto esperto nell’edilizia acrobatica, una specializzazione che lo rendeva particolarmente richiesto.
Come già accaduto in passato, Andrea aveva lasciato Tottea, frazione di Crognaleto, nel Teramano, per raggiungere un’altra zona d’Italia. Questa volta era arrivato nella Capitale, dove lavorava in quota all’installazione dei nuovi faretti a Led destinati al monumento, senza arrecare danni al patrimonio archeologico. L’inaugurazione dell’impianto era prevista per il 9 ottobre.
Il giovane amava il suo mestiere, ma anche i cavalli e le montagne della sua terra. La sua vita si è interrotta nella notte, quando è precipitato dal secondo ordine del Colosseo, da un’altezza di almeno dieci metri.
A riconoscere il corpo è stato il padre Fabrizio, anche lui operaio, costretto a lasciare il lavoro circa trent’anni fa dopo un infortunio che lo aveva reso invalido. I genitori di Andrea hanno raggiunto Roma nella notte, subito dopo aver appreso la notizia, per poi rientrare in Abruzzo e comunicare la tragedia alle tre sorelle del ragazzo, tutte più grandi di lui.
“Non sarà facile riprendersi da questo momento”, ha dichiarato il sindaco di Crognaleto, Orlando Persia, che conosceva bene Andrea e la sua famiglia. “La prima cosa a cui ho pensato è stata il suo sorriso. In questo caso è vero quello che si dice sempre: era un bravo ragazzo e sempre sorridente. Amante della vita, della sua terra, legato alle amicizie e ai cavalli, la sua passione”.
La notizia ha sconvolto Tottea, un paese di circa 300 abitanti dove tutti si conoscono, sulle pendici orientali dei Monti della Laga, lungo l’alta valle del Vomano. Il Comune ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino per il giorno dei funerali, che però dovranno attendere lo svolgimento dell’autopsia disposta sul corpo del giovane.
Andrea lavorava per la Quintilio Moretti Srl, azienda con sede a Crognaleto che porta il suo stesso cognome. La società sta vivendo una tragedia nella tragedia: il titolare Carmine Moretti è parente del ragazzo e tra gli operai presenti sul posto al momento dell’incidente c’era anche il cognato di Andrea.
La Quintilio Moretti, che conta quasi 30 dipendenti e opera in tutta Italia grazie alla propria specializzazione nell’edilizia acrobatica, non ha mai affrontato vertenze di lavoro o rivendicazioni sindacali. Il segretario generale della Cgil dei lavoratori dell’edilizia, Diego Piccoli, ha inoltre confermato l’assenza di irregolarità nei versamenti alla cassa edile, i contributi obbligatori che il datore di lavoro deve corrispondere ogni mese agli operai.
Per il progetto di illuminazione del Colosseo, l’impresa era impegnata in subappalto “legato alla lavorazione specialistica”. “Dai nostri approfondimenti non risultano irregolarità”, ha spiegato Piccoli.